Sinner: "Sento Tomba, Chiellini e Valentino Rossi. Che bello incontrare Spalletti"
Il tennista italiano numero due al mondo, Jannik Sinner, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sportweek.

Jannik Sinner sta facendo sognare tutti gli sportivi italiani con i suoi successi. Il tennista ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sportweek: "L'Italia mi adora? Mentirei se dicessi che sono indifferente a tutto questo. Mi fa piacere, un enorme piacere. Perché, se posso aiutare tutto il movimento a crescere allora sto facendo qualcosa di buono, che va oltre al vincere trofei. Piacere ai bambini, il fatto che mi vedano come un esempio, come un piccolo idolo da imitare mi fa contento. I bambini non stanno a contare quanti tornei hai vinto, se gli piaci è perché riesci a trasmettergli qualcosa. Io stesso ho avuto degli idoli da bambino ed essere in qualche modo preso ad esempio è un premio".
Ma anche una responsabilità…
"Non mi spaventano le responsabilità. Ho iniziato a prendermele quando sono andato via di casa a 13 anni".
La mancanza della famiglia si fa sentire
"La solitudine fa parte del tennis. È uno sport in cui vai in campo da solo e devi trovare soluzioni ai problemi che si presentano in campo".
Il rapporto di Sinner col denaro?
"Un rapporto sano. Fin da ragazzino ho imparato a rispettarlo, i miei genitori e mio fratello lavorano. Non ho fatto spese pazze, con i primi soldi guadagnati mi ero comprato un’incordatrice per la racchetta, dopo lo Slam mi sono regalato una macchina".
Dietro ogni campione c’è un grande team. Il segreto di quello di Sinner?
"Il rispetto dei ruoli e la compatibilità dei caratteri. Siamo tutti persone molto semplici. Darren Cahill è un coach che ha allenato numeri uno e campioni ed è una persona molto umile, che ci ha anche insegnato a fare il barbecue. Con Simone Vagnozzi lavoriamo sodo, ci confrontiamo, ma mi trovo molto bene anche con lui- Cahill ha un ruolo più legato alla gestione della stagione, mentre con Simone faccio il lavoro quotidiano. A volte però mi piace fare un torneo con solo uno dei due. A Rotterdam c’era solo Vagno, a Miami e Indian Wells sono andato con Cahill. È importante ogni tanto cambiare prospettiva".
Sinner è un tipo curioso?
"Sì, abbastanza. Mi piace capire come funzionano le cose. Ogni tanto mi sento con Tomba, Valentino Rossi, Giorgio Chiellini perché mi piace sapere come lavora la testa di un altro sportivo. E poi a Miami è stato bello e interessante incontrare Spalletti e i ragazzi della Nazionale. Penso che tutti noi possiamo imparare qualcosa dal prossimo".
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