Signorini rivela: "Con Maradona nel garage di via Capece a sferrare pugni"

Interessante retroscena raccontato da Fernando Signorini in merito alla vita che conduceva Diego Armando Maradona a Napoli.
Fernando Signorini, lo storico preparatore atletico di Diego Armando Maradona, intervistato da Enzo Beretta nel libro Il Re degli ultimi (Ultra Sport) sui sette anni "meravigliosi e folli" del campione argentino in Italia. Signorini racconta di quando Maradona era andato in ospedale per un controllo del sangue e gliene prelevarono più del dovuto. "Gli infermieri - dice - avevano portato il sangue di Diego in chiesa vicino a quello di San Gennaro. Troppo esagerato, come poteva vivere così?".
Il calciatore aveva sempre addosso l'attenzione della gente, dei giornali, della tv - ricorda ancora Signorini - perciò "lavoravo sull'aspetto mentale per infondergli pace e calma, per potenziare i muscoli gli facevo fare molta boxe nella palestra artigianale del garage in via Capece e lo stereo sparava a volume altissimo la musica di Rocky mentre lui sferrava colpi al sacco".
Il gesto tecnico più strepitoso? "Ancor più della rete contro l'Inghilterra in Messico - per il preparatore del Pibe - è stato il gol su punizione a due in area alla Juve nel 1985. Un pezzo incredibile, aveva sfidato la fisica. Appena si è liberato dall'abbraccio dei compagni gli ho detto: 'Se ti do altri cento palloni non riesci a farlo di nuovo', e Diego se la rideva".






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