"Siamo stufi dei tuoi allenamenti!". Green contro Sarri: "Un giorno io e Giroud ci siamo..."

Il portiere di riserva del Chelsea ha raccontato al The Athletic il suo rapporto con il tecnico Maurizio Sarri, attualmente alla Juventus.
Rob Green, portiere di riserva del Chelsea, racconta quella volta in cui si fece portavoce dello spogliatoio in un confronto con Maurizio Sarri: “Non hai un piano B. I giocatori hanno paura a dirtelo, ma io no”. Queste le parole riferite dall’ex portiere del Chelsea Rob Green a Maurizio Sarri nel febbraio scorso, dopo la sconfitta per 6-0 dei Blues – guidati allora dall’allenatore italiano – in casa del Manchester City: “I giocatori non sono tipi da parlarti in questo modo, sono preoccupati ma hanno paura di dirti certe cose. Anche io ne ho, ma non me ne importa. Cosa potresti fare, tanto? Scaricarmi?” il confronto raccontato da Green al The Athletic.
“Gli ho parlato per 15 minuti. Molti giocatori dopo mi hanno detto che si erano divertiti perché gli avevo detto ciò che loro non erano stati capaci di dirgli. Se lo avessero fatto avrebbero messo a rischio il loro ruolo nella squadra” ha proseguito l’ex portiere, allora influente esponente dello spogliatoio del Chelsea. “Sarri è un ex direttore di banca e gestisce la squadra come se fosse una di esse. Nel suo cervello c’era come una formula per il successo, pensava: ‘Sono un matematico, l’ho scoperta e so come fare’”.
“Avere un allenatore che ha chiarezza e fiducia in quello che sta facendo è una cosa buona, e a volte tutto ciò ha funzionato” ha continuato Green. “Il problema è che ci sono anche 11 persone nell’altra squadra che cercano di fare qualcosa per fermarti, ed è stato difficile quando hanno capito come riuscirci. Sarri però aveva difficoltà a cambiare, aveva solo un modo di lavorare. Quando le cose non andavano, diceva semplicemente che dovevamo fare meglio”.
“Gli allenamenti erano ripetitivi. Un giorno io e Giroud ci siamo seduti cercando di capire quante volte avessimo fatto le stesse identiche cose durante la sessione. Abbiamo concluso che durante la stagione solamente in 18 giorni non avevamo svolto il solito, stesso lavoro. Posso capire il motivo per cui i giocatori che volevano semplicemente giocare a calcio pensavano: ‘Ma che senso ha tutto questo?’” ha concluso l’ex portiere. Lo spogliatoio del Chelsea insomma, secondo la ricostruzione di Rob Green, non sembrava amare così tanto l’attuale allenatore della Juventus.







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