Serginho: "Inter in vantaggio su tutte, ma lasciatemi dire una cosa su Conte"
Il brasiliano Serginho ha parlato di Milan-Juventus e si è soffermato anche sull'andamento del campionato e la lotta al titolo.

Il brasiliano Serginho, ex calciatore del Milan, attraverso l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, ha parlato del big match tra i rossoneri e la Juventus e della lotta al titolo: Milan-Juve gara difficile da leggere perché arriva in un momento non ideale: le due squadre hanno avuto alti e bassi e si aspettavano qualcosa di più da questo inizio di stagione. Hanno avuto, diciamo, un po’ di instabilità a livello di gioco e risultati".
"Un big match così non ha un favorito. Il Milan a San Siro avrà il sostegno dei tifosi e questo può compensare la differenza di punti in classifica. I rossoneri hanno cambiato allenatore, calciatori e sistema di gioco: era inevitabile una certa instabilità. Ci vuole tempo sia ai giocatori per assimilare i concetti del nuovo tecnico sia a Fonseca per conoscere la rosa. In tre mesi non è possibile sistemare tutti i problemi che c’erano lo scorso anno. Conosco bene Motta e ci siamo affrontati tante volte in campo. Fare l’allenatore alla Juve e al Bologna è una cosa diversa, perché a Bologna non hai quella responsabilità di vincere a ogni costo che respiri tutti i giorni alla Juve. Ciò premesso, Thiago ha tutte le qualità e le capacità per far bene. Anche a lui, come a Fonseca, va dato tempo di lavorare. Spero che si tolga delle soddisfazioni dalla settimana prossima. Vlahovic non sta segnando come alla Fiorentina, ma è un punto di riferimento per la Juve. Meglio non trovarselo contro. A Bremer auguro di tornare il prima possibile. Douglas Luiz ha le caratteristiche per essere protagonista anche in Italia, ma deve adattarsi. Danilo? Non si discute. I calciatori però non sono macchine che tutti gli anni vanno al 100% ed essere utilizzato sia centrale sia a destra un po’ di confusione gliela crea. Emerson Royal a Madrid ha fatto molto bene contro Vinicius, mentre in A…”.
Su Leao e Theo Hernandez: “Rafa è il più forte del Milan, quello che fa la differenza. Non capisco chi non ha pazienza: vedrete a maggio quante partite ci avrà fatto vincere. Non saranno poche… Bisogna togliergli un po’ di pressione. Vale lo stesso discorso fatto per Leao: cosa si aspetta la gente da un terzino sinistro? Cinquanta assist e dieci gol in una stagione? È reduce da quattro annate super e può starci che dopo l’Europeo non abbia iniziato al massimo”.
Sullo scudetto: “I rossoneri e i bianconeri possono vincere lo scudetto, a patto che trovino continuità di rendimento. L’Inter subisce qualche gol in più dello scorso anno, ma ha dimostrato il suo valore ed è un pelo in vantaggio rispetto alle altre. Ma lasciatemi dire che con Conte anche il Napoli però è da temere”.
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