Selvaggia Lucarelli contro Napoli, arriva la risposta di De Crescenzo: "Lettera aperta, Civitavecchia è..."


Redazione
Interviste
12 OTT 2019 ORE 16:19

Il noto professore, fondatore nel 1993 del Movimento Neoborbonico, ha fornito la sua replica alla nota blogger che in questi giorni ha dato il peggio di sè.

Tiene ancora banco la polemica tra i napoletani e Selvaggia Lucarelli dopo il suo articolo sulla città partenopea (clicca qui) uscito su Il Fatto Quotidiano. A prendere la parola, questa volta, ci ha pensato il prof. Gennaro De Crescenzo: napoletano, laurea in lettere, docente di italiano e storia, giornalista, saggista, specializzato in Archivistica presso l’Archivio di Stato di Napoli. Fondatore nel 1993 del Movimento Neoborbonico, ha scritto: L’altro 1799: i fatti (1999); La difesa del Regno (2001); Le industrie del Regno di Napoli (2002, 2012); Contro Garibaldi (2007, 2013); Ferdinando II di Borbone (2009); Napoli. Storia di una città (Scolastica, 2009); Malaunità. 150 anni portati male (2011); I peggiori 150 anni della nostra storia (2012); per Magenes ha pubblicato Il Sud dalla Borbonia Felix al carcere di Fenestrelle (2014). Queste le sue parole:

LETTERA APERTA E SEMISERIA A SELVAGGIA LUCARELLI E A CIVITAVECCHIA (LA SUA CITTÀ). Civitavecchia "è bellissima, stupendissima e favolosissima, è l’ottava meraviglia del mondo". Civitavecchia "è la città in cui tutti vorrebbero nascere e soprattutto morire, anche giovani, non fa nulla, basta che l’ultimo fotogramma impresso sull’iride prima di lasciare questa terra sia una cartolina di piazza Leandra". Civitavecchia è "la città in cui si mangia meglio": altro che le pizze di quei presuntuosi dei napoletani! Qui mangiamo "baccalà spinozzato" aglio e cipolle e la "pizza di Pasqua civitavecchiese" e se qualcuno dice che è una brutta e secca imitazione dei panettoni è tutta invidia! Lo sanno tutti che la ricetta originale era di "Giggetto er pasticciere" di via Toti e lo dice pure quel poeta che parla una lingua strana che neanche a Roma sanno che lingua è: "E quanno la magnamo a colazione, ce s’empie er core de sodisfazione" (ma attenti al "cannarone"/gola -aggiungiamo noi- che te poi strozzà). "False poi tutte le voci che alimentano una narrazione diffamatoria zeppa di pregiudizi e stereotipi infamanti che offendono" Civitavecchia e i civitavecchiesi: non è vero che fanno i furti seriali ai turisti (agosto 2019), non è vero che "Er Porpo e la sua banda" spacciavano droga dappertutto (ottobre 2019), non è vero che girano "tonnellate di droga" (agosto 2019), non è vero che ci stanno i "rifiuti nocivi" (aprile 2019) come in quella monnezza di Napoli. Sono tutte "accuse infamanti" e non è vero che la nostra provincia è settima per reati (e non come quei criminali gomorroidi di Napoli che stanno al ventitreesimo posto!). Il sindaco nostro non tiene sulla scrivania "corni e ferri di cavallo", il sindaco nostro lo hanno arrestato nel 2016 (dicevano che s'era preso un milione e mezzo di euro ma sono sempre "accuse infamanti"). Noi qua non abbiamo quel truffatore di San Gennaro con il sangue che è "una truffa intrisa di superstizione". Noi qua teniamo una Madonnina che piange e qualche infame scrisse che forse le "tracce ematiche sarebbero state depositate sulla superficie della statuina per mezzo di una siringa o di un contagocce". Il calcio? Qua è una cosa seria e non come con quei "coglioni" dei Napoletani che tenevano in squadra quel drogato di Maradona: è vero che la Civitavecchiese fallì ma poi il Civitavecchia Calcio vinse 2 a 0 con il Cecchina e qualche anno fa arrivò quattordicesimo tra i Dilettanti in Eccellenza e non ce ne frega niente che qua non è nato neanche un "uomo illustre" (a parte quella giornalista che fa la giudice nei programmi dei ballerini) e non ci è mai passato neanche un musicista (qua lo spot con "musica Civitavecchia" neanche lo potevano fare) e la gente ci conosce solo perchè ci passa qualche ora al porto prima di prendere le navi e i traghetti per andare in altri posti. "Ad ogni modo, tutta questa breve premessa era per dire, con umiltà, che a me il tanto discusso" articolo di Selvaggia Lucarelli ci ha fatto schifo perché un articolo vero non può essere scritto con quel livore (quello che usa spesso quando parla di noi), con tutti quei luoghi comuni superficiali e beceri. Perché, gentile Selvaggia, quella non è ironia (la conosciamo e la pratichiamo da 3000 anni) e se avessi scritto le stesse cose magari di Rom o immigrati tutta l’Italia ti avrebbe definita (giustamente) una “razzista” e tu avrai pure un blog seguito, andrai pure spesso in TV ma non hai il diritto di scrivere "due righe in cui li sfotto dopo 40 in cui li lusingo" come io non ho il diritto di "lusingare e sfottere" la (bella) città di Civitavecchia e i suoi (bravi) Civitavecchiesi (a parte la loro concittadina illustre Selvaggia Lucarelli). PS Non vi arrabbiate e non fate i permalosi: è tutta ironia... Prof. Gennaro De Crescenzo, Napoli, già Capitale del Regno delle Due Sicilie.

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