Sconcerti: "Questo Napoli non mi piace! Callejon, mai accaduta una cosa simile. Ghoulam fuori giri"

Mario Sconcerti, nella sua intervista a calciomercato.com, ha analizzato quanto è accaduto in questa prima parte della stagione in Serie A.
Mario Sconcerti, editorialista del Corriere della Sera, ha parlato a calciomercato.com. Ecco le sue parole: "Quella con la Grecia è stata una partita che ha blindato la qualificazione all’Europeo e ha chiuso un ciclo. E’ una squadra profondamente giovane che fissa una svolta dopo l’ultimo posto del Mondiale di Lippi in Sudafrica, il fallimento della squadra di Prandelli in Brasile e la mancata qualificazione della nazionale di Ventura a Russia 2018. I giocatori di adesso dieci anni fa giocavano negli Allievi o addirittura si stavano avvicinando al calcio, questo per dire del tempo che è passato. Siamo stati vent’anni senza campioni, da Pirlo e Totti, ora c’è qualcosa di nuovo. Se lasciamo stare Bonucci e Chiellini, che sono già di spessore internazionale, dico che Donnarumma è un grande portiere, anche se in questo momento non è molto brillante. Credo che Jorginho e Verratti sono la base di questa squadra. Gli altri sono un po’ a corrente alternata, penso a Chiesa, che vedo un po’ regredito rispetto all’anno scorso. Su Bernardeschi ho qualche dubbio, non so se abbia tutti i quarti di nobiltà. Gioca bene ma incide poco".
Mario Sconcerti ha poi aggiunto: "La prossima gara della Juventus? Il Bologna mi sembra molto fastidioso in casa, molto meno fuori. Quella della Juve, nel suo stadio, mi sembra una partita segnata. A Reggio Emilia l’Inter può rischiare di più, anche se il Sassuolo non è partito benissimo in questa stagione, ma la qualità c’è. Lukaku deve ancora arrivare. Lo sforzo dell’Inter sarà quello di integrarlo il prima possibile. Di lui si dice che recupera tanti palloni, giusto, bene, ma non può bastare questo: Lukaku deve pesare di più nella partita. Secondo me rende il massimo quando gli dai il pallone di lato, è un po’ come Immobile, prende velocità e la massa aumenta e allora è difficile, anzi quasi possibile, contrastarlo. Ma se lui aspetta i palloni alti allora diventa un attaccante normale e rende molto meno. Non mi piace questo Napoli. Mi spiego: l’ho sempre giudicato una gran bella squadra, ma quasi subito - dopo la partita col Liverpool - non mi è piaciuto. A Firenze, poi con Cagliari e Brescia ha fatto molti errori, è sfumato. Il calcio di questi tempi prevede due cose: fare correre il pallone, che una volta veniva ritenuta la cosa più importante, e correre molto, prerogativa indispensabile per ottenere qualcosa. Invece il gioco del Napoli è lento e involuto, anche per un motivo che definirei generazionale. I big non sono più gli stessi. Koulibaly è in ritardo, arriverà alla sua condizione, ma è partito male; Callejon per la prima volta non è titolare fisso e Ghoulam ormai mi sembra fuori giri".







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