Sconcerti: "Juventus, i calciatori rifiutano Sarri: rischio rottura! Dico una cosa su Conte"

Il giornalista ed editorialista del Corriere della Sera, Mario Sconcerti, ha parlato, tra le altre cose, della lotta per la conquista dello Scudetto.
Mario Sconcerti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di calciomercato.com. Queste le sue parole: "Sono cambiate le gerarchie Scudetto? C’è una situazione che è cambiata profondamente. Nel momento in cui la Lazio ha trovato continuità di gioco e risultati, Juve e Inter hanno rallentato: oggi la Lazio ha una formazione più precisa, è la squadra più compiuta che c’è. Nella Juve vedo un non adattamento dei giocatori, una specie di piccolo rifiuto da parte dei giocatori nei confronti delle idee di Sarri. E’ una Juve troppo svogliata per essere vera. Non credo che ci sia grande feeling tra il complesso della squadra e l’allenatore".
Sconcerti ha poi aggiunto: "Sarri è un uomo molto diretto e sincero. O questa situazione si evolve o si rompe in modo clamoroso. Ho l’impressione che la Champions non è più la competizione di Sarri, ma dei giocatori. Sono loro che - gestiti da Sarri - vanno a fare il loro torneo, giocando però come credono loro. Stimo moltissimo Sarri. Trovo che sia una persona diversa, fuori dai cliché, ma lo sento in difficoltà e mi spiace per lui, mi spiace molto. Spero che alla fine - spinto anche dalla volontà de giocatori che in Champions devono dare il meglio di se stessi - la questione di risolva. Conte ha preso Eriksen, ma lo sta trattando come Benassi, per dire di un centrocampista qualunque. E’ un mese che non lo fa giocare. E se ci pensi è una situazione paradossale. Nella sua mentalità se fa un centrocampo con dentro Eriksen, più Lukaku e Lautaro, allora ha paura. Nella sua testa l’ideale sarebbe mettere Eriksen al posto di Lautaro, dietro a Lukaku. Ma non è possibile, per questo è in difficoltà. Eriksen deve giocare posto di Sensi. Ma Sensi giocava a tutto campo. Eriksen non lo so. Al di là di questo l’Inter - dopo la Juve - ha i giocatori più forti. Pensa soltanto a Sanchez, lui entra e Eriksen sta fuori. La Lazio fa entrare Jony e Cataldi. Insomma, Conte non si può certo lamentare. E’ stato accontentato. Conte si lamenta? E questo non è molto sopportabile, perché l’Inter gli ha dato tanto. Lui si ritrova a far giocare i vecchi, la vecchia squadra, quella stessa che lui ha detto - anzi ha gridato ai quattro venti - che era una squadra insufficiente".







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