Sconcerti: "Juventus, c'è anarchia! Nessuno ascolta Sarri, Allegri faceva paura. Campionato aperto"

Mario Sconcerti nel suo editoriale per il Corriere della Sera prova ad analizzare il momento poco brillante della Juventus.
La Juventus di Maurizio Sarri non brilla, Mario Sconcerti, prova a spiegarlo nel suo articolo per il Corriere della Sera: “Un buon profeta ha bisogno di buoni ascoltatori”. E i giocatori della Juve non lo sono più. Sono piccole aziende, hanno vinto moltissimo, non devono dimostrare niente. E così è facile che arrivi l’anarchia. “Lo si sente dall’odore di sbagliato che si sente in campo. Non c’è una ragione esatta, tutti hanno vinto molto, non possono aver dimenticato tutto. C’è un disagio intellettuale che rende amaro il facile, che non trova le soluzioni, non ti diverte più. È la sazietà delle prediche, la rivincita dei saccenti che annusano il più fragile e si allontanano per non contaminarsi“.
C’è una differenza fondamentale tra Allegri e Sarri. Il primo era “noioso, insistente signore vendicativo”, faceva paura, soprattutto. Sarri no. Vuole solo “convincere il suo prossimo”. Alla Juve questo non può funzionare. “La Juve oggi è satura di situazioni, non accetta più sermoni. Infatti fa quel che vuole”. Con la Juve ridotta così, piena di noia, il campionato è aperto. Ha sentenziato Sconcerti.







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