Sconcerti: "Giraudo non è un uomo del male. Merita di avere l'ultima parola"

Mario Sconcerti, una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano, si è soffermato su Calciopoli e su Antonio Giraudo.
La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha dichiarato ricevibile il ricorso presentato nel marzo 2020 da Antonio Giraudo, sospeso a vita dalla Federcalcio dopo i processi di calciopoli. Ne ha parlato Mario Sconcerti nel suo editoriale per calciomercato.com: "Mi farebbe piacere se la storia di Antonio Giraudo venisse davvero ridiscussa. Credo che ogni uomo meriti una parola in più, fosse anche sui suoi errori. Ma non sono qui per giudicare. Mi fa solo piacere perché ho conosciuto Giraudo in tante situazioni e non l’ho mai trovato un uomo del male. Da giornalista sono andato nella sua villa nel bosco al residence Le Mandrie, poco fuori Torino, niente di spaziale, solo una bella residenza di campagna".
Sconcerti ha poi aggiunto: "Sono stato poi avvisato una mattina di influenza che mi avrebbe querelato, l’ho trovato infine al tavolo a un pranzo con la Juve da dirigente sportivo. Ho sempre avuto con lui un rapporto di stima. Non conosco i suoi errori né se li ha fatti. Come dirigente era il massimo. Mi allungo fino a dire che nella Juventus dei nove scudetti c’è sicuramente il suo zampino. Non per niente Andrea è figlio di Umberto. Mi fa piacere solo che un uomo nella sua vita possa avere un’ultima parola".








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