Sconcerti distrugge il calcio italiano: "Senza identità e senza un'idea"

Mario Sconcerti, una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, ha analizzato lo stato di salute delle nostre squadre di club.
L'editorialista Mario Sconcerti, nel suo articolo per il Corriere della Sera, ha analizzato lo stato attuale del calcio italiano. Queste le sue parole: "Uno dei misteri più profondi del tempo è cosa sia successo al calcio italiano, da dove arrivi l’impossibilità di vincere ancora. Chiariamo subito che il titolo europeo della scorsa estate non riesce a fare statistica. Trenta giocatori competitivi, una nazione di sessanta milioni di persone li troverà sempre. Ma appena allarghi lo spettro tendiamo a scomparire. Abbiamo cercato soluzioni nelle Academy che già nel nome nascondono l’errore: l’accademia è un punto di arrivo, non di partenza. Non c’è in realtà una spiegazione comune convincente".
"Ci siamo vergognati di un calcio all’italiana. Oggi giochiamo come la Spagna venti anni fa, dieci prima di Guardiola. E lo chiamiamo calcio moderno. In sostanza siamo disorientati. Non abbiamo più una cultura, un punto di appoggio. I giocatori sono addestrati non a fare gioco, ma passaggi sul compagno più sicuro, fino a tornare dal portiere. Questo lo chiamiamo possesso palle e ci siamo convinti che è una grande qualità. Ma non c’è nessun riscontro statistico. Amiamo non la ricerca del gol, ma la ricerca di un pertugio tra venti uomini per provare ad arrivare in porta. Quello che facevano Messi e Ronaldo senza avere noi né Messi né Ronaldo. Non abbiamo più un’identità, una frase nostra", ha aggiunto Sconcerti.






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