Sconcerti: "Anche se l'Italia arrivasse a zero contagi, il mondo è infetto. Fino al vaccino..."

Mario Sconcerti, firma di rilievo del giornalismo sportivo italiano, ha parlato del momento di incertezza che sta vivendo il nostro calcio.
Mario Sconcerti, firma storica del giornalismo sportivo italiano, ha rilasciato una intervista a TMW Radio per parlare del momento di incertezza che vive il calcio italiano: "C'è stata una cattiva organizzazione. Questo protocollo si poteva fare tutti insieme. Siamo molto più indietro di un mese fa, quando è iniziata questa storia. Se non si ricomincia adesso, non si ricomincia nemmeno a settembre-ottobre o a gennaio. Anche se l'Italia guarisse e arrivasse a contagio zero e potesse fare a meno di qualunque prevenzione, rimarremmo circondati da un mondo infetto, perché il virus è in tutto il mondo. E' un momento ancora di lockdown. O si può giocare anche con il virus, oppure non si può più giocare finché non ci sarà il vaccino".
Come andrà a finire?
"La cosa che veramente è importante è se c'è il ritiro durante la fase delle partite, se tutti devono rimanere chiusi in ritiro durante il campionato. Praticamente non ci sarebbe contatto con il mondo esterno, nè con i propri famigliari. Se si interrompe la clausura, ritornando ai contatti di prima, sarebbe illegale, si tornerebbe agli assembramenti".
Cosa ne pensa del finanziamento dei club al giorno d'oggi?
"C'è un calcio che cerca di vincere e uno che cerca di vivere. Il primo è un calcio costosissimo, in cui bisogna essere ricchi. Ma la ricchezza da sola non è sufficiente per vincere. Se non devi vincere, nel calcio puoi guadagnare. E spesso lo fai. E' un mondo estremamente privilegiato".
Non crede che il ruolo di portiere oggi sia peggiorato?
"Il calcio è cambiato. Oggi abbiamo una gioventù più alta rispetto al periodo del secondo dopoguerra. Si è trasformato il fisico. Zoff e Marchegiani sono stati gli ultimi portieri normali. Crescendo nel fisico, perdi qualcosa dal punto di vista tecnico e qualitativo. Questo ha fatto sì che una serie di istruttori siano stati superati, perché c'erano portieri che non poteva più reagire in un certo modo. Ci stiamo riprendendo solo ora, che ci siamo abituati ad un portiere diverso e abbiamo così potuto ricostruire una scuola".







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