Sconcerti: "Allegri o Sarri? C'è una grande differenza. Il tecnico del Napoli..."

Il giornalista della RAI, Mario Sconcerti, nel suo editoriale per il Corriere della Sera, si è soffermato, tra le altre cose, anche sul campionato italiano. ecco quanto si legge.
Il giornalista della RAI, Mario Sconcerti, nel suo editoriale per il Corriere della Sera, si è soffermato, tra le altre cose, anche sul campionato italiano. Ecco quanto si legge: "La Juve ha impiegato 21 giocatori, l'ultimo è stato Cuadrado con una sola presenza. La Roma arriva a 18, ma seriamente non ne ha impiegati più di 15. Il Crotone è a 24, l'Udinese a 25, il Cagliari a 24. È chiaro che occupa più giocatori chi ha più problemi da risolvere. Ma c'è un'altra grande discriminante ed è quella che riguarda anche Sarri. Gli allenatori sono divisi in due scuole di pensiero: quelli che allenano il gioco, che tentano una diversità, e quelli che allenano i giocatori. La differenza è chiara. Chi allena il gioco, cerca l'interprete adatto al proprio metodo. Chi allena i calciatori, mescola la propria rosa poi sceglie i più adatti a fare squadra. Allegri è uno di questi, Sarri è uno degli altri. Guardiola è una via di mezzo quasi non percorribile, perchè fa l'una e l'altra cosa. Così non sorprende che Sarri abbia utilizzato il 25% in meno di giocatori rispetto ad Allegri e il 30% in meno rispetto alla media del campionato. A Sarri non basta che un suo giocatore sia in forma, deve saper fare i movimenti che servono al suo schema. È questo il piccolo abisso che inghiotte il suo turnover. Trovata una ricetta, Sarri ha resistenze culturali a cambiarla perchè secondo lui ne va della realizzazione dell'opera".







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