Sarri: "I nostri tifosi meritano di vincere! 2° posto? Ho sposato una rossa. A Empoli sarà dura"

L'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in conferenza stampa in vista della sfida di campionato contro l'Empoli.
L'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in conferenza stampa in vista della sfida di campionato contro l'Empoli: "Che possibilità ci sono? Ci sono sempre, mancano ancora tante partite. Dobbiamo porci obiettivi settimanali e cercare di centrarne il più possibile. Il calendario dice che il campionato non è ancora finito, dobbiamo fare il massimo sino all'ultimo".
MERTENS - "Quanto c'è di mio nella sua esplosione? Sono cose che succedono nei momenti di necessità. Milik era fuori e Dries ha dimostrato di saper fare l'attaccante ad alto livello. In queste occasioni c'è sempre la componente casualità unità alla necessità".
DUE ANNI A NAPOLI - "Come sono cambiato dopo le stagioni con l'Empoli, qui a Napoli? Ero sempre questo, lo stesso allenatore anche in Serie C, ma la ribalta era diversa e nessuno se ne accorgeva. Sono esperienze diverse, ti scontri con cose diverse anche fuori dal campo e cambi certi atteggiamenti. Parliamo di un'esperienza, e quindi una crescita".
PAVOLETTI - "E' un attaccante centrale con caratteristiche diverse: si dovrà abituare alla squadra, come la squadra dovrà abituarsi a lui. Sta crescendo di condizione, come è normale che sia così dopo una stagione travagliata a livello di infortuni e allenamenti. Non è solo un discorso unilaterale: non è lui che deve assoggettarsi alla squadra, è anche la squadra a dover cambiare pelle quando Pavoletti entra in campo".
JORGINHO - "Ci dà un qualità di palleggio e velocità di pensiero che hanno pochi in Europa. Come tutti i giocatori, però, ha delle controindicazioni: a volte i giocatori sono costretti a correre molto, quando si perdono palloni bisogna recuperare tutti e, quando si va in velocità, può fare fatica. Se riusciamo a tenere noi in mano la partita, con lui in campo abbiamo più palleggio".
COPPA O SECONDO POSTO - "Se preferisco secondo posto o la coppa? Da ragazzo mi piacevano le more o le ricce, poi ho sposato una rossa. Mi piacerebbe fare bene sino alla fine. Abbiamo tante problematiche, ma siamo cresciuti come mentalità e rosa. Se avessimo avuto un anno fa queste problematiche, sarebbe stato più difficile metterci una pezza".
ROSA PIU' COMPLETA - "Siamo più forti? Magari in valore assoluto no, ma come valore complessivo sì. Se l'anno scorso avessimo dovuto sopperire alle assenze per la Coppa d'Africa e fare i conti con menischi saltati, ce la saremmo vista peggio. Come rosa, siamo complessivamente più forti. Se ho qualcosa di irrinunciabile? Di materiale non c'è niente, solo nell'animo c'è qualcosa di irrinunciabile".
EMPOLI - "Nelle ultime volte contro d loro ci è andata male. Conosco l'ambiente e so che, quando vanno in difficoltà, restano tranquilli però reagiscono. Troveremo una squadra molto applicata e che ci complicherà la vita in maniera importante. Sarà una partita difficile ed estremamente delicata: è questo il messaggio che ho dato ai miei giocatori. L'ambiente Empoli è estremamente professionale, tranquillo, ma ha la capacità di reagire senza isterismi che è davvero eccezionale. A livello di palleggio, poi, stanno messi bene".
FUTURO - "Se rimango in caso di Champions o anche senza Champions? Dico che è bello avere una squadra che puoi plasmare e ti sta seguendo: per un allenatore è il massimo della vita. A tutti piace vincere e guadagnare, ma l'aspetto bello è il primo. Se mi sentissi sazio, andrei a casa. Chi si accontenta, meglio vada a casa e dia le dimissioni".
MARGINI DI CRESCITA - "La nostra squadra, a questo punto, non ha più il 30% di margine di miglioramento: i margini sono minori, stanno nei particolari. Serve essere maniacali, raccogliere l'1% sui falli laterali, sugli allenamenti, sull'alimentazione... Lavoriamo su questi particolari: se la squadra ha la testa per limare questi aspetti, allora passiamo al 90% e non più al 70 o 80".
HYSAJ - "Ha fatto gli Europei, sta facendo la Champions e quindi ha vissuto dei momenti di tensione che può aver pagato. Ci si scorda sempre che ha 22 anni: lo guardi in faccia, ti sembra un ventottenne, ma resta un giovane che per la prima volta ha fatto queste esperienze e ci sta che abbia sofferto un po' di stanchezza mentale. Fa parte del percorso".
TIFOSI NAPOLETANI - "Al di là dell'amore che hanno per la squadra, i tifosi non hanno la presunzione di pensare che devono vincere sempre. Però avrebbero bisogno di vincere, per duemila motivi. Questa cosa mi affascina e mi piace. E' un pubblico che ha l'umiltà di chi sa che vincere è difficile, ma avrebbe bisogno di vincere di più, perchè se lo merita. Anche per motivi che non hanno a che vedere col calcio".
PENSIAMO A NOI STESSI - "Se mi farebbe piacere che il Real Madrid vincesse la Champions? Non mi importa niente, hanno poco da legittimare: sono fortissimi, se vincono o meno la competizione restano tali. In una competizione ad eliminazione diretta può capitare anche a loro di essere eliminati, cambia poco. La considerazione sulla mia squadra resta la stessa: siamo stati eliminati dopo due discrete partite contro i campioni d'Europa e del Mondo".







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