Santacroce: "Sono passato da 20.000 euro al giorno in tasca a dieci euro. Mia moglie..."

Fabiano Santacroce ha raccontato il difficilissimo momento vissuto dopo l'addio al calcio giocato: "Non è stato semplice, la mia famiglia mi ha aiutato finché ha potuto".
Fabiano Santacroce, ex difensore del Napoli, ha raccontato il difficile momento vissuto dopo l'addio al calcio giocato, attraverso l'intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno: "Sono passato da ventimila euro al giorno ad avere in tasca dieci euro al giorno. A fare i conti nelle tasche per gestire due bambine nate da poco. Non è stato semplice, la mia famiglia di origine mi ha aiutato finché ha potuto, mia moglie Barbara Petrillo non si è mai fermata nel mondo della moda e della televisione. Ho sofferto, certo. Ma i soldi non sono stati un problema quando erano tanti, non lo sono diventati quando sono finiti. Il calcio mi ha fatto sicuramente fare una vita bella, senza privazioni".
Inoltre, Santacroce, aggiunge: "Ma i soldi sono soltanto un mezzo non altro. Oggi quando vedo un ragazzo delle serie minori che ha talento e poche possibilità gli prometto il telefono nuovo o le scarpe migliori in cambio di un piccolo obiettivo da raggiungere in campo. Il calcio è un mondo bellissimo, a me però ha riservato anche solitudine".
"Non ho avuto protezione, nessuno che mi abbia gestito veramente facendomi capire anche gli errori che commettevo. Ecco perché ho scelto di cominciare la mia avventura da talent scout partendo dagli ultimi. Io ho realizzato un sogno, sono diventato un calciatore importante a 20 anni. E ci sono riuscito da solo, ho tanto da insegnare sul campo e anche fuori". Ha concluso l'ex difensore del Napoli.








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