Santacroce: "Napoletano nero, sarà felice Feltri! Hamsik giovane vecchio, Gattuso incazzato"

L'ex difensore del Napoli Fabiano Santacroce ha parlato della squadra partenopea, alla quale è rimasto molto affezionato.
Fabiano Santacroce, ex difensore del Napoli, oggi alla Virtus Verona, ha rilasciato alcune dichiarazioni a calciomercato.com: "I miei ricordi di Napoli? Porto tutto nel cuore. Il San Paolo è incredibile. Ora parlo dal Vomero, oramai sono più napoletano di tanti. Sono rimasto tifoso del Napoli, guardo le partite quando riesco. Il Napoli è una passione che mi è rimasta. Sono molto legato proprio alla città. Mi piace la gente, mi piace tutto. Da 1 a 10 sono napoletano 10! Sarà felice Feltri: nero e napoletano. Chissà che mi dice (ride, ndr). Cosa penso della Juventus? Da giocatore non ci può che essere odio, perché è l'equivalente della stima per una squadra che ti batte sempre. Io ci ho giocato da ragazzino fino ad arrivare ai 30 anni e sono davvero poche le volte in cui sono riuscito a vincere. È normale che ti cresca una rabbia contro una squadra che ha questo strapotere".
Santacroce ha po aggiunto: "Juventus-Napoli 2018? Non ricordo se ero in un ristorante, ma ricordo bene l'esultanza al gol di Koulibaly. È stato un urlo proprio bello che mi uscì da dentro. Anche se purtroppo ci ha fatto solo sognare. Per poco tempo ma è stato piacevole. Kalidou a me è sempre piaciuto. Un difensore con doti fisiche pazzesche. Ha avuto un calo soprattutto a inizio anno, dovuto anche ai vari impegni che ha avuto. Spero di ritrovarlo anche l'anno prossimo. Se rimane. Speriamo. Che ricordi ho di Marek Hamsik? "Un grande. Era un giovane vecchio. Marek a 17 anni giocava già come se ne avesse 35. È sempre stata la sua forza. È un grande amico, mi sento tuttora con lui ed ho un ottimo rapporto. Ci siamo lasciati in Serie B a Brescia ed è stato ancora più bello ritrovarci in Serie A. È stato più semplice per me integrarmi a Napoli. Reja? Il numero uno. Edy è un signore, una grandissima persona. Gattuso? Per me lui è Ringhio. Una persona che ha fatto della sua voglia, della sua fame, il proprio lavoro. Sta continuando a farlo sempre con quelle doti. Mi piaceva vederlo in campo, era uno che ti metteva proprio paura quando ci giocavi contro. Lo vedevi incazzato col mondo. Anche da allenatore sta facendo sicuramente bene. Sarri? C'erano tanti tasselli in quel suo Napoli molto importanti. Se pensi ad un Higuain in quel modo, giocatori messi nel sistema perfetto. Quando vedevi partite con 1-2 giocatori diversi erano partite diverse. Ricordo bene quell'anno. Tanti criticavano Sarri perché faceva giocare sempre gli stessi. Però ogni volta che ne cambiava uno non si giocava con la stessa intensità e alla stessa maniera. Era un giocattolo proprio perfetto. È stato un dispiacere".







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