Santacroce: "Calcioscommesse? Noi al massimo giocavamo a poker in camera. Il Napoli..."
Fabiano Santacroce, dirigente della IDV Management, è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania.

Fabiano Santacroce, ex difensore del Napoli, oggi agente e osservatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre" condotta da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno. Queste le sue parole: "Aspetterei prima di pronunciarmi sul calcioscommesse anche perché per ora siamo all'inizio. A mio avviso sono errori gravi generati dai soldi facili e dall'inesperienza. Una volta noi calciatori giocavamo più che altro a poker in camera, tra noi (ride, ndr). Si sono dati oggi all'on-line e hanno perso riferimenti, qualcuno è scivolato rovinosamente e in maniera grave perché un calciatore sa benissimo che non può e non deve scommettere: nei contratti c'è scritto chiaramente come c'è scritto che non si può sciare, non si può andare in motorino e via discorrendo. La vedo però più come una ragazzata in certi casi e mi espongo".
Poi ha aggiunto: "La situazione diventa grave quando c'è chi agisce direttamente e influenza le partite in cui è protagonista in campo: questi devono essere radiati perché infangano il calcio nel modo peggiore possibile, è un vero e proprio tradimento. Spero che la Giustizia sia molto crudele in tali casi, nel senso che mi auguro agisca con la mano pesante".
Infine ha concluso: "Garcia e rischio ammutinamento per il Napoli? Non vedo personalità forti, andando oltre il Napoli stesso, che potrebbero generare un clima simile nei vari spogliatoi di Serie A. I senatori che si impongono non ci sono più rispetto a prima. Penso in generale ai Del Piero, ai Totti, gente che influenzava pure arbitri e compagni. Ricordo i fratelli Lucarelli, Alessandro a Parma e Cristiano a Napoli: ho giocato con entrambi, due veri leader, grande carattere e personalità".








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