Sannino: "In camera foto di Mertens e statuina di Mara Venier. Insigne e futuro di Dries? Vi dico tutto"

Andrea Sannino, apprezzato cantautore napoletano, ha rilasciato un'intervista a Radio Amore Campania con la collaborazione di Areanapoli.it.
Andrea Sannino, cantautore napoletano e artista poliedrico tra i più apprezzati del panorama nazionale e oltre, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma radiofonico condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania, con la collaborazione di Areanapoli.it. "Napoli-Fiorentina? Ho vissuto un dejavù, o meglio, un incubo. Sono scaramantico e mi sono legato al dito il fatto che sia sempre la Fiorentina a spegnerci il sogno scudetto. Nel 2018 - racconta - quando in panchina c'era Sarri, ero a cantare a Procida, domenica invece ero a Pietrelcina. Ogni volta che sono fuori, giochiamo contro i gigliati e perdiamo. Assurdo, mi sa che devo guardare il calendario della Serie A prima di accettare alcune date (ride, ndr)".
"Quale canzone dello spettacolo "Carosone, l'americano di Napoli" sceglierei per il Napoli? Per "curare" gli azzurri direi "pigliate 'na pastiglia" di buon umore e fiducia. In generale mi piace il concetto di "Tu vuò fa l'americano" perché il grande Renato ironizzava sui napoletani che volevano avere un piglio internazionale. Del resto l'orizzonte a cui tende Napoli è il mondo intero, pur essendo Napoli stessa un mondo e per questo merita riconoscimenti per la storia e la cultura che esprime da sempre".
Poi ha aggiunto: "Edoardo Scarpetta? Sono rimasto folgorato dalla sua interpretazione nel film dedicato a Renato Carosone. Il film e lo spettacolo che mi vede protagonista nascono entrambi dal libro di Federico Vacalebre "Carosonissimo". Io ed Eduardo ci siamo sentiti: gli ho fatto i complimenti e lui mi ha fatto un grosso "in bocca al lupo". Ed è andata molto bene anche per me. Carosone era un istrione della napoletanità, quella sana, merita di essere ricordato".
Poi ha raccontato la sua amicizia con Mertens: "Ho una certezza su Dries: a prescindere dai contratti lavorativi, lui resterà a Napoli per sempre. Spero resti anche calcisticamente, ma qualora decida di andare via, lui tornerà comunque a viverci. Lo conosco nel privato, lui è napoletano. Chiamare il figlio Ciro ha un significato enorme: i napoletani questo nome magari non lo mettono più, mentre lo fa un belga con orgoglio".
"Insigne via da Napoli? Capisco Lorenzo, anche io sono un ragazzo che viene dalla periferia e ci vuole tempo e sacrificio per emergere. Tutti avrebbero accettato l'offerta estremamente più grande che ha ricevuto. Lo ringrazierò per aver onorato sempre la maglia azzurra. Io sono nato e cresciuto ad Ercolano, oggi vivo a Portici, non ho lasciato Napoli, ma non critico chi lo fa perché ognuno fa le sue scelte in base a tanti fattori. Nel mio caso dico semplicemente che, facendo il lavoro che faccio, un'altra città non mi darebbe la stessa ispirazione. E poi sono sereno, qui scendo e mi chiedono una decina di foto e sono felice che mi pensano, ai calciatori invece ne chiedono 10.000: non è sempre facile".
"In chi mi rivedo? In Mertens, ma ho l'anima scugnizza anche di Lavezzi. In camera da letto ho l'immagine della Madonna, la foto di Dries e in più una statuina di Mara Venier. Il video suo mentre canta "Abbracciame" è stato importante. In lui mi rivedo perché non ha avuto un'infanzia facile, e ha una storia simile alla mia, di grande sacrificio. Alla prima dello spettacolo su Carosone è stato lui a chiedermi di venire a conferma che è legatissimo ai tanti amici che ha trovato a Napoli. Lui tiene tantissimo alla forma, come i nostri nonni, ha un'eleganza antica. Venne insieme a Fabian Ruiz e Koulibaly. Il Napoli è composto soprattutto da grandi uomini, non solo grandi calciatori. C'è una sinergia unica, nessuno vuole fare la prima donna. Un altro mio amico è Allan, grande uomo e grande ragazzo".
"Abbracciame pezzo a cui ci siamo aggrappati durante la pandemia? Si, ora spero che possa essere amato un pezzo in cui emerga la voglia di normalità. Dico "Ammore", il motore che muove sempre il mondo e spero anche le gambe dei calciatori del Napoli. Scudetto e previsione sul rush finale della stagione? Ce la possiamo fare, è un campionato che si vincerà all'ultimo. Giochiamocela fino alla fine e dimentichiamo in fretta la Fiorentina".








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