Sandulli: "Basta gridare 'al lupo, al lupo', è cibo per quei dementi che vanno cacciati dagli stadi"

Il Presidente della commissione sport appello Figc è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo per analizzare il problema del razzismo negli stadi.
In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Piero Sandulli, Presidente commissione sport appello FIGC: “Non entro nel merito della vicenda che è ancora in piedi e potrebbe essere oggetto di valutazione, so per altro che la presidenza federale ha ripreso la questione perché sta particolarmente a cuore. Ritengo che si debba riportare a toni civili lo spettacolo sportivo, altrimenti lo stesso spettacolo potrebbe risentirne. Questi cori di natura razziale o territoriale sono cibo per dementi ed è bene che i dementi siano lontani anche dallo spettacolo sportivo perché deve tornare ad essere quel divertimento che ognuno deve garantire a sé stesso e alle proprie famiglie. I passi da fare sono già stati ampiamente fatti in passato dalla federazione, talvolta bisogna smetterla di gridare "Al lupo! Al lupo!" ma passare ai fatti e cacciare quelle poche decine di persone ed i loro cori stupidi. Ci sono stati recentemente segnali interessanti, la stessa diffida che la Lazio ha posto in essere nei confronti di alcuni tifosi è un segnale importante per portare lo spettacolo a quel che è. Razzismo? Al colore non ho mai guardato, uno dei miei migliori allievi è Keniano".
Poi ha aggiunto: "Ci sarebbe bisogno di un bilanciamento tra le due esigenze: da una parte quella di evitare che la società sia ostaggio dei tifosi - e abbiamo visto di che pasta sono fatti, con i fatti di cronaca nera - e dall'altra parte la necessità di combattere questo fenomeno. C'è bisogno di una coppia di forze, la Federazione e le società che possano mettere in campo tutto quanto necessario per debellare questi fenomeni diseducativi e beceri. Lo sfottò è necessario in qualsisi campo, nei limiti e nella giusta dimensione: questo non è sfottò, ma una situazione priva di qualsiasi cultura. Continuo ad auspicare che allo stadio si gridi "Facce sognà" e non più cose che non vorrei ascoltare, tornare all'epoca in cui mio padre mi portava a vedere le partite".







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