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Sal Da Vinci: "Sanremo mi ha detto no. Era un duetto con mio figlio, al Festival funziona così"

Sal Da Vinci, cantante napoletano reduce dal successo di "Rossetto e caffè", ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Mattino.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

13/12/2024 08:58 - Interviste
Sal Da Vinci: Sanremo mi ha detto no. Era un duetto con mio figlio, al Festival funziona così
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Il cantante napoletano Sal Da Vinci si esibirà a breve al Teatro Augusteo con lo spettacolo "Stasera... che sera!". L'artista ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Mattino: "Mi rifaccio a un titolo di una mia canzone, alla voglia di far festa e di stare insieme con il mio pubblico nell’atmosfera che precede e segue il Natale".

Che spettacolo vedremo questa volta? Non ci sono coprotagonisti in locandina. "Un concerto, soltanto un concerto. Dopo commedie, spettacoli musicali o come diavolo vogliamo chiamarli, per la prima volta faccio un concerto in teatro, ma alla mia maniera. Eccessiva, dispendiosa, esagerata, kolossal. Non ho cercato una trama, una storia, anche un semplice pretesto per la messinscena ma canto e mi racconto, magari giocando sulle scritte incredibili che leggiamo in giro per la nostra città. In scena ho una big band, un corpo di ballo di otto danzatori diretti dall’albanese Ilir Shakiri, che viene dalla scuola di “Amici”. Mi ero detto “stavolta andiamo tranquilli”, ma proprio non lo so fare, alla fine, tecnici compresi, lavoriamo in 54 a questo show".


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Repertorio in programma? "Ripesco un po’ di cose mie vecchie, non solo quelle di maggior successo. Anticipo alcuni dei brani che faranno parte del mio prossimo album, in uscita in primavera: è una cosa che mi piace, anche se poco ortodossa, così verifico in tempo reale le reazioni del pubblico e, dato il periodo, faccio anche un regalo a chi mi segue. E festeggio il secondo platino in arrivo".

Ovvero al centro di tutto c’è l’exploit di «Rossetto e caffè». "Proprio così. In giro sulla rete ce ne sono, al momento in cui ti parlo, 363 versioni video, molte rubano la mia voce".

La canzone ha una storia strana. "Con Vincenzo D’Agostino l’avevamo scritta tutta in italiano, quando mio figlio Francesco mi ha un po’ contestato, dicendomi che proprio mentre tutti cantavano in italiano io disertavo una trincea di famiglia. L’ho ascoltato e con il paroliere ci siamo messi al lavoro, poi... è successo quel che è successo, non potevamo aspettarcelo. Il brano è uscito il 14 giugno, compleanno di mio figlio, sull’etichetta discografica di famiglia, quasi un regalo che ci facevamo tra di noi. Dopo qualche giorno... non si è capito più niente".

Che brano avevi presentato a Carlo Conti per Sanremo? "Era un duetto con Francesco".

Deluso? "Al Festival funziona così. Si vede che dovrò scrivere qualcosa di ancora più bello".


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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