Sacchi: "Sarri non è Dio, ma ha fatto un miracolo. De Laurentiis non ha speso. Il Napoli ha un limite"

L'ex allenatore del Milan e Commissario Tecnico della Nazionale, Arrigo Sacchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete.
L'ex allenatore del Milan e Commissario Tecnico della Nazionale, Arrigo Sacchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. "Non sono il maestro di Sarri, sono solo una persona che lo stima. Per andare avanti, serve unità d'intenti con la Società, altrimenti non si prosegue. La Società è la prima cosa, viene prima di tutto, e se mette nelle condizioni migliori il mister, senza mai togliergli consapevolezza, otterrà il massimo. Il Napoli ha un grande allenatore, tra i più bravi in circolazione, ma qualche errore lo commette anche lui, perchè solo Dio non ne commette. Quando sbagli, devi sperare che gli altri sbaglino di più. Riuscire a non far sentire l'assenza di Higuain è un vero miracolo: un miracolo del lavoro e dell'impegno. Il Napoli ha un nuovo leader: è il gioco. Lo stesso vale per Guardiola, capace di dare uno stile ad un Manchester City che, prima del suo arrivo, sembrava un'altra squadra. I dirigenti del Napoli sono bravissimi perchè tenere i conti a posto permette di avere continuità e serenità. Detto questo, De Laurentiis non può dire d'aver speso 120 milioni, perchè lui non li ha spesi, li ha investiti. Chi ha speso è la Juve, non il Napoli, perchè Higuain costa 14 milioni l'anno, senza parlare di Pjanic. La squadra è giovane e il problema può essere convincersi di essere ormai arrivati. Ieri in parecchi non avevano mai giocato in Champions. Qualsiasi critica è inopportuna perchè il Napoli sta lavorando in divenire e in maniera importante. Mi auguro, per il bene del Napoli e del campionato, che dirigenza e allenatori vadano avanti con grande unione. Viene prima la società, poi il singolo. A Napoli si pensava il contrario, erano stati invertiti i valori, mettendo al centro un calciatore su tutti. Ma ora è diverso. Conosco alcuni azzurri, sono ragazzi affidabili e devono continuare su questa strada. La squadra però ha dei limiti; uno su tutti: se non gioca bene, perde. La Juve ha vinto col Palermo anche grazie a dei singoli capaci di fare sempre la differenza. E sul 4-0 in Champions non aveva corso i pericoli del Napoli. L'abbraccio tra Insigne e Mertens è positivo, ma non tutti riescono a reggere l'intensità sulla lunga. Il Napoli ha solo una possibilità: la strada delle unione e delle idee. Il Napoli è costretto sempre a meritarsi la vittoria, perchè è una squadra inesperta e che pagherà questa inesperienza alla prima disattenzione. E' stato fatto un passo enorme sul piano del gioco. Quando ero responsabile dei Settori Giovanili, mandavo allenatori a seguire Sarri all'Empoli. Tre anni fa dissi a Berlusconi e Galliani di prenderlo, ma Galliani mi disse: 'Non lo so...'. Gli risposi: 'Dopo venti anni, se lo prendi, ripeti ciò che hai fatto con me e dimostri di essere ancora una volta dieci anni avanti agli altri'. Questo vi fa capire la stima che ho dell'allenatore del Napoli. Se prima della gara col Benfica avessero detto: 'Volete vincere 4-2 col Benfica?', in molti avrebbero firmato..."







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