Sacchi: "Non so se avrei preso Maradona. Ancelotti "zoppo", vi svelo un retroscena"

Arrigo Sacchi nell'intervista rilasciata quest'oggi ha parlato del suo Milan soffermandosi su Carlo Ancelotti e il mito Maradona.
Arrigo Sacchi, ex allenatore di Milan e Nazionale, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di TMW Radio, per parlare del suo Milan ha rivelato un aneddoto su Ancelotti: "Quel Milan fu costruito da grandi persone e da grandi idee. Lavorammo molto, il club, con la sua competenza e il suo stile viene prima della squadra. Il calcio non è uno sport individuale, come tanti pensano. Riempivamo sempre lo stadio e la gente si divertiva. In Italia, se uno fa le cose semplici, è già un rivoluzionario. Io non guardavo i piedi ma le persone. per me il calcio è fatto di un collettivo di intelligenze. Vi svelo un retroscena: io dissi al presidente che se mi prendeva Ancelotti vincevamo il campionato. Lui mi disse 'ma è zoppo', ma gli risposi che era un giocatore intelligente".
Inoltre, Sacchi, ha aggiunto: "Io ho fatto spendere poco al Milan, volevo persone, guardavo all'etica del collettivo, del lavoro. Non volevo individualisti, giocatori avidi, ma giocatori che giocassero con la squadra e per la squadra. Maradona l'eccezione? Non so se lo avrei preso. La stampa, o almeno la maggior parte, non guarda il gioco ma il risultato. A noi interessa vincere".
"Per noi una vittoria senza emozioni non era una vittoria. Una vittoria senza merito non è una vittoria. Senza un grande club è difficile che uno possa fare grandi cose". Ha concluso Arrigo Sacchi nell'intervista rilasciata a TMW Radio.








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