Sacchi: "Fallimento Italia, paese vecchio e incerto. Siamo nelle caverne, si salva solo il Napoli"

Arrigo Sacchi nella sua intervista a Repubblica condanna il movimento calcistico italiano elogiando ancora una volta il Napoli.
Arrigo Sacchi presenta il Mondiale che sta per iniziare in un'intervista rilasciata a Maurizio Crosetti per La Repubblica. Ecco un passaggio della sua intervista:
Sui motivi del fallimento dell'Italia: "È lo specchio di un Paese incerto e immobile, abituato ad arrangiarsi. Gli italiani hanno la sindrome di Pollicino e sovente lo sono. Si sentono piccoli, inferiori e non fanno niente per crescere: come diceva un mio amico spagnolo, un giornalista, l’Italia è un Paese antico che ama le cose vecchie. Credo che la nostra autostima sia ormai ai minimi storici. Il calcio italiano è davvero così lontano dai migliori? A parte il Napoli, siamo tornati nelle caverne, ancora fermi al “primo, non prenderle”. Ci affidiamo ai muscoli, ai chili, all’età e alla carriera di calciatori vecchi. In Italia viene considerato giovane chi ha 24 anni, all’estero chi ne ha 17. A volte vado a guardare le partite dei bambini e vedo allenatori che sbraitano e si agitano, ma nessuno che parli di gioco. E se la squadra passa in vantaggio, tutti indietro a difendere. Eppure, i maestri per primi dovrebbero sapere che il rischio è la base di ogni avventura".







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