Sabatini: "Mi sconsigliavano Salerno. La gente mi vede, frena e parcheggia la macchina"

Walter Sabatini ha raccontato il suo approccio in terra salernitana rivelando di voler restare ancora alla guida del club granata di Iervolino.
Walter Sabatini ha raccontato la salvezza miracolosa della sua Salernitana attraverso una lunga intervista rilasciata sulle pagine de La Repubblica: "Sono arrivato a Salerno a gennaio con la squadra penultima a 8 punti, tutti mi sconsigliavano di andarci e per questo ci sono andato. Quel sentimento della paura mi teneva vivo, non avevo mai provato il terrore dell'arbitro che fischia la fine e sei retrocesso. Forse avevo patito nella Lazio di Delio Rossi, ma lì avevamo un po' più di margine. Questa è stata una rincorsa da cuori selvaggi, tanto che ora leggo libri improbabili, ho bisogno di distendermi, di stare tra amici, di affetto per le mie coronarie".
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"Sono passato a Passeggiate Romane di Stendhal e a Fiesta di Hemingway che non è Addio alle Armi, il libro che mi aveva introdotto alla narrativa. È un momento in cui voglio tenermi lontano dalle tensioni. Resto a Salerno perché mi amano di un amore folle e io ne ho bisogno. Funziona per la mia psiche. La gente mi vede, frena, parcheggia la macchina, mi saluta, mi incita, senza essere invadente. Resterà anche Davide Nicola, ci sarà da trattare un adeguamento di stipendio. Scremerò 7-8 giocatori, conosco già la tipologia che preferisce. E puntiamo a fare un campionato più tranquillo, con meno batticuore: quando sono arrivato ci davano al 93% retrocessi, io mi sono tenuto il 7% di salvezza e me lo sono giocato con la squadra".








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