Sabatini: "Il Covid rischiava di uccidermi. Saputo è venuto in ufficio e mi ha detto così"

Walter Sabatini ha parlato del suo addio al Bologna: "Mi duole fortemente, mi mancano il club e la città. Mi hanno protetto in tutti i modi".
Walter Sabatini nella lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, è tornato sull'addio al Bologna: "Mi duole fortemente. Mi mancano il club e la città. Il Covid rischiava di uccidere uno nelle mie condizioni e Bologna mi ha protetto in tutti i modi, con un cordone sanitario e affettivo straordinario. Tornare? Improbabile. Io non ho bisogno di tornare al Bologna, il mio sogno è pacificarmi con me stesso, tornare a praticare l’idea del calcio che ho in testa, ovunque questo sarà possibile".
Inoltre, Sabatini, ha aggiunto: "Non mi sono dimesso dal Bologna. C'è stato un cortocircuito. Ho solo scritto a Saputo, dopo una brutta sconfitta, dicendo che ero a sua disposizione per qualunque decisione volesse prendere. La mattina dopo è venuto in ufficio: è meglio che le nostre strade si dividano. Così mi ha detto". Ha concluso il noto dirigente sportivo che ha usato anche bellissime parole per il Napoli, Luciano Spalletti e l'attaccante nigeriano azzurro Victor Osimhen.








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