Ruotolo: "Inchiesta di alta mafia, parte dai rumeni. La Juve voleva stare tranquilla e ha..."

Il giornalista è intervenuto ai microfoni di Radio CRC per fare chiarezza su quanto emerso nelle ultime settimane a proposito del club bianconero.
Guido Ruotolo , giornalista, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Un Calcio alla Radio, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea e non solo, in onda sulle frequenze di Radio CRC. Queste le sue considerazioni: "Le intercettazioni di Beppe Marotta sono a disposizione dei giornalisti da un anno, ma non sono state ritenute penalmente rilevanti. Posso raccontarvi che la Squadra Mobile di Torino indagava su un gruppo di rumeni e da lì è partito tutto. In Piemonte c'era un'inchiesta di mafia, alta mafia. Nell'ambito di questa inchiesta, sono arrivati alla curva della Juventus. Si parla di cosche importanti di Rosarno e Gioia Tauro. Bucci si è suicidato dopo essere stato interrogato. E' un suicidio che fa male ai dirigenti della Juve per il rapporto che esisteva".
Ruotolo ha poi aggiunto: "Lo spaccato che emerge dalle intercettazioni è, secondo la Procura, che la Juve sia parte lesa. La Juve voleva stare tranquilla nella curva ed ha pagato con il bagarinaggio le cosche. La Juve non ha fatto come Libero Grassi che, non volendo pagare, è stato ucciso. Professionalmente, mi sono formato sull'antimafia, avendo vissuto sulla mia pelle le stragi in Calabria e in Sicilia, e posso dire che solo il fatto che la Juve non si sia opposta per quieto vivere non pone bene, per quanto penalmente non rilevante".







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