Rummenigge: "Scudetto? Puntavo sull'Inter. Juve, immagine sporcata". Poi cita il Napoli

L'ex campione ha parlato anche di Andrea Agnelli: "Lo conosco bene, ma non ho capito che strada ha preso quando ha deciso di fondare la SuperLega".
Karl-Heinz Rummenigge, ex campione nerazzurro, ha rilasciato un’intervista a SportMediaset in vista della sfida di Coppa Italia tra Juventus e Inter. Queste le sue parole: "Per l’Inter è certamente una stagione non facile. Tutti ci aspettavamo di più e io a un certo punto ho pensato potesse vincere lo scudetto, poi però la situazione è peggiorata. Certo, la semifinale di Coppa Italia è una sfida interessante e anche importante, ma l’obiettivo da centrare è quello di terminare il campionato tra le prime quattro: deve riprendere fiducia, giocare meglio e fare punti preziosi in campionato. Poi c’è la Champions che sta giocando: lì ha fatto bene, molto bene, prima nel girone e poi con il Porto, ma deve soprattutto pensare a entrare nella prossima edizione”.
Poi ha aggiunto: "La Juventus? Contro di loro feci i miei primi gol in Italia, in quella che fu una partita indimenticabile. Oggi è in difficoltà come club, la sua immagine è stata sporcata dalle indagini in corso: il -15 mette rende molto complicato la loro qualificazione in Champions, però è vero che sul campo stanno facendo bene. E’ un peccato che sia successo quello che è successo: la Juve in Italia è come il Bayern in Germania, è un danno d’immagine grandissimo. Andrea Agnelli? Lo conosco bene, ma non ho capito che strada ha preso quando ha deciso di fondare la SuperLega”.
Infine sulla squadra di Spalletti: “Il Napoli sta facendo una grande stagione: deve solo restare concentrato, ma merita lo scudetto. Se passa il turno, a quel punto può succedere di tutto. L’Inter con il Benfica non è certo favorita: i portoghesi sono molto forti, ben allenati e meritano grandissimo rispetto. Poi ci sono Bayern-City e Real-Chelsea: Guardiola è un mio amico, Tuchel è appena arrivato ma ha fatto già benissimo contro il Dortmund. Sarà una partita stressante per entrambe le squadre, una sorta di finale anticipata. Real? Bisogna sempre tenerli in considerazione, soprattutto perché c’è Ancelotti: persona squisita, grande allenatore che in Europa sa come si vince”.








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