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Ronaldo manda a quel paese l'allenatore, Biasin: "Sarri costretto alla resa fuori dal campo"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ronaldo manda a quel paese l'allenatore, Biasin: Sarri costretto alla resa fuori dal campo

Fabrizio Biasin, giornalista del quotidiano Libero, nel suo editoriale si è soffermato, tra le altre cose, sul "caso" Cristiano Ronaldo.


Il giornalista del quotidiano Libero, Fabrizio Biasin, ha pubblicato un editoriale su Tuttomercatoweb.com. Vi proponiamo un estratto del pezzo in questione: "Molti si domandano “cosa ha detto Cristiano uscendo dal campo?”, altri rispondono con letture di labiali azzardate. Ci si divide tra chi sta col tecnico (“la Juve prima dei giocatori”) e chi contro (fu lui che disse “Ronaldo e altri dieci”), tra chi giustifica il calciatore (“capita a tutti”) e chi lo condanna (“serve rispetto anche e soprattutto se guadagni 31 milioni di euro netti”). Effettivamente nei 62 milioni lordi dovrebbe essere compresa anche la capacità di digerire una sostituzione, tra l’altro doverosa. Ma il portoghese ci ha abituato a mettere al primo posto se stesso, spesso in campo e ancora più spesso in occasione di premiazioni importanti (“vinco io? Ci Vado. Non vinco? Sto a casa”)".


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Biasin ha poi aggiunto: "Il guaio resta: come ci si comporta con un 34enne strapagato e capriccioso? Al momento il club tace ed è difficile immaginarsi “se” e “quali” provvedimenti prenderà. Sarri al momento non solo ha minimizzato, ma si è esibito in uno stucchevole ringraziamento “per la disponibilità” rivolto al su n° 7. Diciamolo, non poteva fare altrimenti, ma così facendo ha dato ragione a chi sostiene la tesi del “i giocatori non sono tutti uguali”. Viene automatico fare un passo indietro. Estate 2018, la Juve e Ronaldo studiano un modo per unirsi in matrimonio: l’allora dg Marotta fa capire di non essere completamente d’accordo, non per una questione di “utilità di campo” (ci mancherebbe!), quanto di costi e di età (34 anni non sono la fine del mondo, ma alla lunga lo possono diventare). Il dato di fatto è che la Juve con cotanto campione ha certamente aumentato il suo appeal, ma – per ora - non la sua competitività. Ora questa gattaccia da pelare, con il tecnico coraggioso sul campo ma costretto alla “resa” fuori (“mi avrebbe dato più fastidio se non si fosse arrabbiato” = frase fatta) e la società che medita. Intanto, è sempre bene ricordarsi che stiamo parlando della squadra 1ª in classifica e già qualificata agli ottavi di Champions: c’è chi sta peggio".


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