Ronaldo: "In campo picchiavano e sputavano, Madre mia. Ho imparato prendendo ceffoni"

Ronaldo il Fenomeno, uno dei migliori calciatori della storia del calcio, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport.
“Vengo da una generazione nella quale in campo picchiavano tanto. Veramente tanto. Madre mia. Le partite non erano come oggi che ci sono 15-20 telecamere, in un Clásico 60, al Mondiale mille. Oggi si vede tutto. Prima non c’erano tutte quelle telecamere, i difensori lo sapevano e ti minacciavano, ti sputavano, ti pestavano i piedi, ti picchiavano con pugni… Soprattutto in Brasile. Sono cresciuto come un sopravvissuto…". Queste le parole di Ronaldo il Fenomeno a La Gazzetta dello Sport.
"Mi sentivo spesso come un gladiatore - ricorda l'asso brasiliano - ci buttavano nell’arena per vedere chi ne usciva vivo. La pressione che avevo addosso mi spingeva sempre più verso il basso e un ragazzo così giovane non sa come comportarsi, come affrontare cose tanto grandi. Oggi tutte le squadre hanno uno psicologo per fortuna, noi invece eravamo soli, e nessuno parlava di salute mentale. Ho fatto una gran fatica, ho dovuto imparare prendendo “ceffoni” da ogni parte…”.








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