Ronaldinho: "Il carcere mi ha colpito duramente, vi racconto tutto. Calcio e autografi per chi soffre"

L'ex stella del Barcellona ha raccontato la sua disavventura in Paraguay dove è stato arrestato per passaporto falso.
Ronaldinho, uno dei migliori calciatori della storia del calcio, in passato pallone d'oro, ha raccontato ad ABC Color i difficili momenti in prigione in Paraguay dove era stato arrestato con l'accusa di passaporto falso. Ora è ai domiciliari, ecco le sue dichiarazioni: “Spero che tutto ciò finisca presto, la prima cosa che farò sarà dare un bacio alla mamma. Ho fede, prego sempre le cose vadano bene e spero che questo si concluda prima possibile. Siamo rimasti completamente sbalorditi quando abbiamo scoperto che i documenti non erano legali. Da quel momento in poi la nostra intenzione è stata quella di cooperare con i tribunali per chiarire".
Poi ha aggiunto: "Scoprire che stavo andando in prigione mi ha colpito duramente. Non avrei mai immaginato di trovarmi in una situazione come questa. Per tutta la vita ho cercato di raggiungere il mio livello più alto professionalmente e portare felicità alle persone con il mio calcio. Giocare a calcio, firmare autografi e fare foto è parte della mia vita. Non avevo motivo di smettere di farlo, soprattutto con le persone che stavano vivendo un momento difficile come me".







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