Rigore al Napoli, arriva il commento di Commisso: "Brutto assaggio del calcio italiano"

Il presidente della squadra gigliata ha parlato nel corso di una intervista rilasciata al noto giornale italiano.
In una lunga intervista rilasciata a La Repubblica, il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha parlato del calcio italiano e anche dell'egemonia della Juventus: Mr Commisso, partiamo dal rigore con il Napoli. Rizzoli, il designatore arbitrale, ha detto che il fallo su Mertens non c’era e che Massa e Valeri hanno sbagliato. "Un brutto assaggio del calcio italiano. Credevo che il Var servisse a togliere ogni dubbio se c’erano delle incertezze, e sono rimasto molto sorpreso che l’arbitro non sia andato a vedere".
A parte questo come è stato accolto dal calcio italiano?
"Non sono venuto qui a fare soldi, non ne ho bisogno. Ma è chiaro che quando fai degli investimenti non ci vuoi rimettere. In Italia non c’è nessun presidente come me. Io non sono il nipote del nonno o il figlio di quello che sta in Cina. Io sono un nonno. E sono differente. Non sono straniero, sono italiano, conosco la lingua. Vediamo se mi accettano. Lo spero. Anche perché ho delle idee, ho ottimi rapporti con le banche di mezzo mondo e con tante grandi aziende. Potrei essere una risorsa per il calcio italiano".
Di quali idee sta parlando?
"Vorrei portare il calcio italiano in America, penso a una sede distaccata della Lega calcio a New York. Dobbiamo far crescere il brand Serie A fuori dall’Italia. Dobbiamo fare marketing per poter competere con Liga, Premier o Bundesliga. Noi siamo abituati a lavorare veloci. Fast, fast, fast… Per il momento il progetto è lì, vedremo in futuro".
Con Chiesa non ha ceduto.
"Lo avevo promesso ai tifosi".
Per il momento, però, c’è molta distanza tra la Fiorentina e le grandi squadre del calcio italiano. Come si riduce questa distanza?
"Tutta questione di incassi. La Juventus quest’anno ha fatto 450 milioni. In sette anni il valore di mercato delle loro azioni è quintuplicato. Noi dovremo fare altrettanto".
Favorevole al tetto agli ingaggi?
"No, negli Stati Uniti c’è e ha rovinato il calcio. Mi piace come funziona qui. In America abbiamo una politica migliore, ma il calcio è monopolio di pochi miliardari che non rischiano niente. Preferisco l’Italia. Se fai bene vai avanti, e se fai male vai giù".







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