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RETROSCENA CHOC - "Me l'hanno fatta pagare. Mi offrirono soldi per..."

"La mia infanzia in Libia, la mia famiglia rimane ancora legatissima a quella terra che mi ha dato i natali e dove ho cominciato a giocare a calcio in strada con amici italiani ed arabi"


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

23/04/2016 22:25 - Interviste
RETROSCENA CHOC - Me l'hanno fatta pagare. Mi offrirono soldi per...
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Un campione del mondo, un difensore tenace, insormontabile e indimenticabile. Claudio Gentile ha vinto tutto con la maglia della Juventus, la Juve di Zoff-Gentile-Cabrini, 6 scudetti, 2 Coppe Italia, una Uefa, una Coppa delle Coppe e poi il titolo mondiale in Spagna nel 1982 con c.t. Enzo Bearzot. Insomma, un percorso da top player; come si direbbe oggi. Poi la decisione di intraprendere la carriera di allenatore, scelta questa che dapprima gli regalerà immense soddisfazioni sportive (1 campionato europeo Under 21 e la medaglia olimpica di bronzo ad Atene 2004) e poi cocenti delusioni, totalmente indipendenti da lui e dalla sua integerrima onestà. Goal Italia ha sentito Gentile, il quale a ruota libera ha toccato tantissimi argomenti di stretta attualità e ricordi storici, senza rinunciare a denunce forti e discorsi senza peli sulla lingua. Tra l'altro, da pochi giorni, è uscito il suo primo libro, un'autobiografia intitolata: "E sono stato gentile". Ecco un estratto dell'intervista:

Due momenti significativi che si sente di estrapolare dal suo libro ancora fresco di stampa:

"La mia infanzia in Libia, la mia famiglia rimane ancora legatissima a quella terra che mi ha dato i natali e dove ho cominciato a giocare a calcio in strada con amici italiani ed arabi, un periodo indimenticabile a cui sono profondamente avvinto, poi una più calcistica, purtroppo assai deludente e di cui porto i segni negativi ancora dentro di me. La Figc mi propone di guidare l'Under 21 e provo un orgoglio immenso, faccio benissimo, vinco un europeo di categoria e vengo chiamato a condurre la Nazionale olimpica che, dopo 70 anni, si aggiudica una medaglia, il bronzo. Cosa non da poco visto che le selezioni nazionali in precedenza avevano solo raccolto figuracce ai Giochi Olimpici. Anche se il mio contratto è in scadenza, spero di rimanere perchè il lavoro è stato buono, mi danno rassicurazioni, salvo poi venir fatto fuori senza una spiegazione. Cacciato dalla Nazionale, con una mezza promessa di guidare quella maggiore, senza uno straccio di spiegazione. E sapete perchè? Perchè davo fastidio, perchè sono un uomo pulito e non avevo mai accettato di far giocare con la maglia azzurra alcuni raccomandati, per i quali mi offrivano pure un incentivo in denaro per schierarli in campo. Ho sempre detto no a questa cosa abominevole e me l'hanno fatta pagare fino in fondo. Facendomi terreno bruciato attorno e non consentendomi di trovare una panchina in Italia ancora oggi, ma io amo le sfide e non mollerò mai, credo nella meritocrazia e nell'onestà. Sono orgoglioso di me stesso, sono un uomo pulito fino in fondo, altri no!"


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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