RETROSCENA - Moggi: "Perez venne a Napoli per comprare Zidane, la cena iniziò male!"

"Ma sono andato a trovarli perchè conosco bene Zidane e tanti membri del suo staff, con Perez ho fatto tante trattative. Per me era il minimo".
Luciano Moggi, ex dirigente di Napoli e Juventus, ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi di tuttomercatoweb.com: "Per i blancos, la trasferta a Napoli è stata positiva. Io sono andato a vedere una gara per poi commentarla, la prestazione del Napoli è stata eccezionale nel primo tempo. Il Real ha atteso gli avversari visto il vantaggio dell'andata. Ha tuttavia rischiato molto perché la rete di Mertens ha messo in agitazione Zidane. Poi, nella ripresa, ha segnato Ramos su due errori secondo me banali di una difesa messa a zona con calciatori che non possono essere marcati così. Doveva esserci qualcuno a frapporsi tra il difensore e la palla. Ha fatto due gol fotocopia, nessuno ha capito molto della situazione. Il Napoli è stato sconfitto anche immeritatamente, se vogliamo”.
Ma c'era modo per fermare il difensore del Real? “Per marcare Ramos, serve qualcuno che si metta avanti a lui. Se lo marchi a zona, non lo prendi mai perché lui arriva in corsa. Ho sentito le parole di Sarri sulla marcatura a zona, ha detto che manca fisicità ma non significa nulla. Non credo che Koulibaly e Albiol siano tanto teneri, il problema è che non s'è capito come fermare Ramos. Si può fare anche muro contro calciatori del genere, se lo aspetti non si riesce a fermarlo”.
Il Napoli, secondo lei, è una squadra da top-8 d'Europa? “Il Real Madrid non la vedo come una grande squadra, ma come tante individualità messe insieme. Ronaldo è stato spettatore non pagante per due gare, forse non vive un grande momento. Bale non è in forma. Il Napoli ha perso per due errori della difesa, contro una squadra che non è la migliore d'Europa in questo momento”.
Come analizzare la doppia sfida? “Il Real Madrid, in funzione della gara d'andata, ha aspettato il Napoli al ritorno per poi colpire in contropiede. Gli azzurri hanno frastornato le merengues a centrocampo, non permettendo ai blancos di ragionare. Ma questo lavoro è stato vanificato da due errori che potevano essere evitati. Almeno la seconda rete poteva essere evitata dal Napoli, invece Ramos ha segnato allo stesso modo contro gli azzurri al San Paolo. Faccio un esempio, se ci fosse stato Bonucci non sarebbero arrivati quei gol. Forse ha più esperienza internazionale e conoscenza degli avversari, per il futuro serve un regista della difesa”.
Zidane le piace come allenatore? “E' ai quarti di Champions e in lotta per la Liga, come potrebbe non piacermi. I risultati sono dalla sua parte, ha subito delle critiche ma queste lasciano il tempo che trovano. Vincere aiuta nell'autostima della squadra, danno tranquillità alla rosa. Non credo che Ronaldo sia quello visto nelle ultime settimane, ma può segnare in ogni modo anche se ha colpito un palo a porta vuota. Il Real non ha un grande gioco in questo momento, i fuoriclasse non sono in grande forma ma i risultati sono finora arrivati”.
Al Napoli cosa manca in termini societari? Magari un direttore generale da affiancare a De Laurentiis? “Giuntoli è un buon dirigente, ma lavorare con Aurelio mi sembra quasi impossibile (ride, ndr). Sono arrivate sue dichiarazioni insensate, dopo la gara di Madrid e dopo quella del San Paolo. Dovrebbe esserci un dirigente che capisca di calcio, analizzando una partita e gli elementi di questa”.
Al Napoli era stato accostato Maradona come uomo immagine per l'estero. “Difficile pensare a due personalità forti per lavorare bene, lui è una primadonna ed è anche giusto che lo faccia perché è il proprietario. Giuntoli, infatti, ha parlato una volta e avrebbe fatto meglio a non parlare. Ha criticato gli arbitri, è fuori luogo perché la Juve nella ripresa ha fatto molto bene in quella gara di Coppa Italia”.
Il Napoli può conquistare il secondo posto e la finale di Coppa Italia? “Non tutti i mali vengono per nuocere, era difficile pensare alla vittoria della Champions e il Napoli non deve più giocare in Europa. La Roma, invece, è ancora in corsa in Europa League. Come gioco, il Napoli è molto forte. Gioca a viso aperto, ha un buon centrocampo e giovani interessanti. Mertens sa fare gol, Insigne è in forma. Lorenzo salta gli uomini e crea superiorità numerica in avanti, è il perno di questo Napoli. Adesso la squadra può raggiungere il secondo posto”.
Guardando alla prossima stagione, cosa serve sul mercato? “Credo che sia anche difficile rinforzare il Napoli, ma certamente serve qualcosa in difesa. Parlando dell'attacco, credo che non ci siano tante cose da fare. Il reparto avanzato segna molto e Milik è ancora una riserva. Con la punta centrale, il Napoli si allunga molto lasciando spazio agli avversari. Col falso nueve la squadra è compatta. Per il futuro, dico che serve esperienza in difesa con un elemento che sappia marcare a zona e a uomo. Saper giocare solo in un modo, non va bene”.
A gennaio è arrivato Pavoletti, è andato via Gabbiadini. “Quello di Pavoletti è stato un acquisto azzardato, è un attaccante che va bene in una squadra da metà classifica. Difficilmente può entrare in una squadra con grandi prospettive. Anche perché c'è Milik, che sta giocando poco. Gabbiadini, per come utilizzato a Napoli, non ha fatto bene. Ogni volta che ha giocato da esterno o seconda punta, ha fatto bene e spesso gol. Evidentemente non piaceva a Sarri, ma bisogna anche riconoscere che il Napoli stia facendo bene. Quello inglese è il campionato perfetto per Gabbiadini, dove può emergere viste le sue qualità. Io ricordo che alla Juventus avevo Henry, andò in Inghilterra e fece benissimo. Lavorava di contropiede aveva bisogno di 30 metri di spazio per fare bene. Ancelotti non lo vedeva, poi è andato in Premier ed è esploso. Il francese è poi migliorato anche nei sedici metri. Gabbiadini può fare più o meno così, migliorando anche in fase offensiva. Prenderlo come prima punta, è stato un errore. Ma le sue qualità non si discutono”.
L'altro ieri ha visto Perez e Zidane a Napoli, le hanno detto se faranno altri affari con gli azzurri? “Non ne ho parlato, non mi piace farmi raccontare bugie (ride, ndr). Magari non vogliono dirmelo. Ma sono andato a trovarli perché conosco bene Zidane e tanti membri del suo staff, con Perez ho fatto tante trattative. Per me era il minimo”.
Tra l'altro ha venduto Zidane al Real Madrid proprio a Napoli. “Perez venne a casa mia a Napoli per prendere Zinedine. Iniziò male offrendo 70 miliardi di lire, poi arrivammo a chiudere a 150 miliardi. Diciamo che mangiare pesce a Napoli costa molto (ride, ndr)”







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