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RETROSCENA - "Calciatori del Napoli dopo la doccia a contatto col pubblico, entrò negli spogliatoi..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
RETROSCENA - Calciatori del Napoli dopo la doccia a contatto col pubblico, entrò negli spogliatoi...

Il giornalista racconta il retroscena sulla scelta del Napoli del ritiro in Val di Sole che risale ormai all'estate del 2011.


Rino Cesarano, giornalista, attraverso il suo profilo Facebook rivela come nasce l'idea del Napoli di svolgere i ritiri in quel di Dimaro: "Tutto nasce verso la fine del ritiro estivo del Napoli in quel di Folgaria, sempre in Trentino, ai piedi dell’Alpe Cimbra, luglio 2010. Non passa giorno che Mazzarri non abbia modo di sottolineare l’inadeguatezza di quell’impianto.


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Bel manto erboso, tra i migliori di tutta la regione, ma spogliatoi troppo angusti e poco protetti dall’invasione dei tifosi che comincia a farsi massiccia. Nonché una sola stradina d’accesso che spesso obbliga i minibus dei calciatori a lunghe attese. Un bel giorno viene a fare visita al Napoli l’assessore regionale al turismo, il dott. Tiziano Mellarini, che io conoscevo dai tempi di Maradona, quando il Napoli andava a Campiglio e Pinzolo. Mi avvicino all’auto bleu, lo saluto e subito gli esprimo le perplessità di Mazzarri che poi erano anche le mie.


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"Dottore, possibile che in tutto il Trentino non ci sia un altro impianto all’altezza per ospitare il Napoli? Capisco che Juventus e Inter abbiano già bloccato le sedi migliori ma ora il Napoli sta diventando grande e sta riconquistando il grosso della tifoseria, Folgaria va stretta. Guardi anche lei. I calciatori, dopo la doccia, sono quasi a contatto con il pubblico", gli dico.

Mellarini, mi fissa con lo sguardo, riflette un attimo e replica. Ed entra, seppure a fatica, negli spogliatoi per salutare Mazzarri, Denis, Lavezzi e l’entourage del Napoli. Il giorno successivo io ne parlo sùbito con l’allenatore, poi faccio arrivare la voce anche a De Laurentiis. E Mazzarri, profittando di una mezza giornata di riposo, manda immediatamente i suoi collaboratori a vedere dove si trovasse Dimaro, a che punto fosseroi lavori all’impianto sportivo e se logisticamente si presentasse meglio di Folgaria. Mi sembra che andarono in avanscoperta il suo vice Frustalupi ed il preparatore atletico, il prof. Pondrelli. Non ricordo esattamente.

Il responso è altamente positivo anche se la struttura alberghiera si presenta piuttosto angusta, in quanto a spazi circostanti. "Chissà se ce la faranno a completare per luglio - dicono i due collaboratori a Mazzarri- ma il posto è decisamente migliore, più accessibile, spazi nuovi e a sufficienza, manca solo la palestra".

Dimaro, piccolo comune della Val di Sole, conosciuto più per la sua posizione strategica che per le sue bellezze, aveva già ospitato altre squadre di calcio di A e B nell’impianto preesistente ma con un seguito decisamente minore. Quando il dott., Mellarini prospetta al sindaco Romedio Menghini, al presidente Rossini della Trentino Marketing e ad altri funzionari l’idea-Napoli per l’estate successiva, nella piccola comunità ai piedi di Madonna di Campiglio, versante Folgarida, si danno un gran da fare. E per luglio 2011 fanno trovare pronta la struttura, seppure senza tribuna coperta e con altri lavori ancora da completare.

Per la palestra si rimedia con una tendostruttura alle spalle di una delle due porte. Si scoprirà poi che ad un chilometro dal campo c’è anche una pista d’atterraggio per elicotteri. Da lì comincia un idillio giunto all’ottavo anno e che ha portato anche fortuna al Napoli ed ha fatto diventare Dimaro famosa non solo a Napoli".


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