Renica si emoziona: "Piansi per lo Scudetto, vi spiego perché lasciai Napoli"

L'ex difensore del Napoli ha parlato nel corso di "Legends-Ci vediamo a Napoli", trasmissione in onda su Canale 8:
Alessandro Renica, ex difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Legends-Ci vediamo a Napoli", trasmissione in onda su Canale 8: "Il mio rapporto con Maradona? Posso solo dire che Diego era ricordato da tutti con parole amorevoli per la sua disponibilità, per il suo non sentirsi mai superiore agli altri. Quando sono arrivato a Napoli ho pensato fosse un diamante prezioso. Io parlo sempre più che di Maradona, di Diego. Non potevi non amarlo perché era di una bontà e di un’umiltà incredibili, mai trovate in altri grandi campioni. L'occhio nero di Diego contro la Juventus? In partitina ce le davamo di Santa ragione. In quell’occasione giocavamo contro, lui entra in area, io con l'intento di rinviare una palla a mezz'altezza lo colpisco in faccia, stavo per svenire perché l'avevo messo KO, avevo paura ci fosse un danno permanente. Quella notte feci fatica a dormire. Vincere a Napoli regala l'eternità? Sembra che non si sia mai andati via da qui. Siamo ancora amati a distanza di tempo, una sensazione che concede solo Napoli".
"Lo Scudetto mi ha fatto piangere di gioia, per il nostro orgoglio e per il desiderio dei napoletani, ci fu una rivalsa nei confronti del Nord, quando giocavamo su venivamo offesi con cori razzisti. Fu una doppia emozione, peraltro abbiamo vinto con una squadra divertentissima che giocava un calcio spettacolare. Gol alla Juventus in Coppa UEFA? All'andata avevamo perso 2-0, al ritorno la mettemmo sul binario giusto. Maradona uscì, dovevamo andare ai rigori ma ci fu uno spunto di Careca che fece un'azione stupenda e io segnai di testa. Mai vista una bolgia del genere in vita mia, tant'è che un tifoso mi disse che il mio gol aveva fatto battere il cuore a 4 milioni di tifosi all'unisono".
"Via da Napoli? Decisione nata dal fatto che ebbi tantissimi infortuni muscolari mal gestiti dallo staff medico. Quando poi andò via Diego fu una visione: andava via lui e decisi di andar via anche io. Rischi dopo la sosta per il Napoli? No, la squadra è matura, consapevole della propria forza ma anche umile. La partita di Torino è stata impressionante, nessuno si aspettava che il Napoli strapazzasse i granata in quel modo. Maradona voleva vincere sempre anche durante le partitine in allenamento, tutto ciò che faceva era funzionale al segnare", ha raccontato Renica.








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