"Real Madrid-Napoli a porte chiuse, sembrava una partita finta!". L'amarcord di Bruno Giordano

Il grande bomber del Napoli dei tempi del primo scudetto, ha raccontato il match di Coppa dei Campioni del 1987 al Santiago Bernabeu.
Bruno Giordano, ex calciatore del Napoli, ai microfoni di TMW Radio ha detto la sua in relazione allo svolgimento di partite senza pubblico a causa del problema Coronavirus. Ecco quanto dichiarato: "Se giocare da qui alla fine a porte chiuse condiziona molto i calciatori? Si, cambia molto. Giocai un Real Madrid Napoli a porte chiuse che sembrava una partita finta. Il tifo a favore e a sfavore condiziona molto. Avere tutto lo stadio con 40 mila persone che ti supportano ti aiuta sicuramente. Giocare a porte chiuse avvantaggia sicuramente la squadra che gioca in trasferta”.
Poi ai microfoni di Radio Amore Campania, lo stesso Bruno Giordano ha dichiarato: "Il mio Napoli? E' stato sempre sottovalutato dai critici. C'è mancato l'acuto in Coppa dei Campioni, ma non avevamo grande esperienza nelle coppe e nemmeno il club, ma sicuramente quella squadra sarebbe rimasta ancora di più nei cuori della gente. E poi al primo anno beccammo il Real Madrid. Ricordo che all'epoca solo chi vinceva il campionato faceva la Coppa dei Campioni, non come oggi. Nell'anno 1987-88 eravamo una squadra super, purtroppo gli infortuni di Romano e Bagni incisero e non poco sul nostro cammino: arrivammo scarichi nel finale. Io quel Napoli non lo cambierei con nessuno. Una squadra bella a vedersi e Diego fece delle cose che poi nessuno ha fatto vedere a Napoli".








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