Rastelli: "Napoli difficile? Solo un pazzo non l'allenerebbe. Caccia fantastico"

Massimo Rastelli, allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Amore Campania: "Gattuso-De Laurentiis? Situazione non bella".
Massimo Rastelli, ex calciatore di Piacenza e Napoli, oggi allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Amore Campania, nel corso della trasmissione Goal Position, condotta da Luca Cirillo, Donato Martucci e Alessandro Pennestri: "Siamo tutti contenti che finalmente la Serie A ci riserva una stagione bella e avvincente dove il pronostico di inizio stagione è certamente saltato. Giocare senza pubblico, con tante squadre che hanno fatto un ritiro ed un mercato in poco tempo, facendo la preparazione giocando, e ora si gioca ogni tre giorni, ha fatto sì che si creasse una corsa scudetto con ben 7 squadre protagoniste. Nessuna squadra, tranne il Milan, sta trovando una continuità di prestazione. Gattuso-De Laurentiis? Ho vissuto anche io questa situazione, non è bello. Innanzitutto vanno capiti gli obiettivi stagionali. Sulla qualità del Napoli non c'è discussione in nessun reparto, ma per arrivare ad alcuni traguardi c'è bisogno di tanti altri aspetti. Mi aspettavo che Gattuso fosse difeso, soprattutto in una piazza molto umorale come Napoli. Gennaro ha preso una squadra scollata e allo sbando e l'ha portata alla vittoria della Coppa Italia iniziando bene questa stagione. Poi ha perso Mertens e Osimhen, calciatori che non puoi regalare a nessuno soprattutto ora che si gioca ogni tre giorni. Avere calciatori così nell'economia di una partita pesa".
Poi ha aggiunto: "Il Napoli doveva far sentire Gattuso forte fino alla fine della stagione. De Laurentiis fa anche bene a guardarsi intorno, visto che non ha in tasca il rinnovo del suo mister e dunque deve pensare al futuro, ma all'esterno deve sempre dare la sensazione e far capire che hai sulla panchina il miglior tecnico possibile, intoccabile. Io guardavo al mio contratto se ero in scadenza? Ho giocato a cavallo tra il prima e il dopo Bosman e noi calciatori andavamo in campo per dare il massimo sempre senza guardare troppo al contratto. Calcio femminile? Sono contento che in Italia c'è stata una crescita esponenziale. La Federazione ha obbligato le squadre di Serie A ad allestire squadre femminili, un bel volano per far decollare il movimento. Cagliari, dove ho allenato, è terra storica di calcio femminile, e mia figlia ci giocava. Se allenerei una squadra femminile? Certo, sono un allenatore e mi piace stare sul campo. Caccia-Rastelli-Piovani? C'era anche Gautieri. Mi fa piacere che lo ricordate perché a Piacenza eravamo una squadra tutta italiana che giocava in un certo modo che oggi è tornato di moda. Nel campionato di Serie A c'erano tanti campioni a livello mondiale. Non era facile salvarsi, e noi ci riuscimmo giocando in un contesto di famiglia che si era creato. Caccia? Io ero grande assist-man e correvo tantissimo, ero meno goleador, ma la bravura balistica di Nicola nel calciare e nel vedere la porta ce l'avevano in pochi. Gli ho visto fare gol stupendi. Futuro? Spero in una squadra di A, o una B a vincere. Napoli? Quale pazzo non vorrebbe allenare gli azzurri ed avere i problemi di Gattuso? (ride, ndr)".








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