Rafael, il padre: "Vi racconto tutto di mio figlio e dei suoi sogni"

E' all'ombra del Vesuvio da poco più di un mese, ma è già un nuovo idolo della tifoseria. Protagonista assoluto a Dimaro, è indicato come il nuovo Julio Cesar e anche il Napoli spera di aver trovato il portiere giusto per i prossimi 10 anni.
E' all'ombra del Vesuvio da poco più di un mese, ma è già un nuovo idolo della tifoseria. Protagonista assoluto a Dimaro, è indicato come il nuovo Julio Cesar e anche il Napoli spera di aver trovato il portiere giusto per i prossimi 10 anni. Parliamo ovviamente di Rafael Cabral Barbosa, nuovo estremo difensore azzurro che si è presentato in grande stile ai tifosi partenopei nelle varie amichevoli estive. Per saperne di più sul timido brasiliano proveniente dallo storico club di Pelè, la redazione di CalcioNapoli24.it ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva il padre, Sergio Da Silva Barbosa.
Rafael Cabral Barbosa, in poco tempo Napoli si è già affezionata al suo nuovo portiere. Ci parli di suo figlio...
"Rafael è un ragazzo benedetto da Dio che ha sempre amato lo sport. Ha praticato il nuoto e il futsal che ha poi interrotto a undici anni per dedicarsi al calcio professionistico. Ha una personalità ben definita, già da quando aveva cinque anni voleva diventare un calciatore. Ha un gran carattere, ha le proprie opinioni ma rispetta anche quelle altrui e infine decide a favore del gruppo e mai solo per sè. Il suo obiettivo principale è tornare a vestire la maglia della nazionale brasiliana, ovviamente il suo sogno è giocare il Mondiale del prossimo anno che si terrà nel nostro Brasile. Rafael si è costruito la propria storia nel Santos, dove ha giocato nella Primavera dall'età di 16 anni vincendo vari titoli e ben sei in prima squadra dal 2010 al 2013. Ha disputando esattamente 194 partite".
Eppure si dice che non abbia iniziato tra pali, è vero?
"Confermo. Voleva giocare a centrocampo. Un giorno, però, durante l'allenamento serviva un portiere e fu provato lui. Da quel momento ha iniziato a giocare sempre in quel ruolo. Marinho, il suo allenatore dell'epoca, vide abilità particolari in lui e iniziò ad allenarlo tra i pali. Rafael però non era molto convinto, al punto che voleva smettere di giocare in quel ruolo. Il mister però riuscì ad insistere fino a convincerlo del tutto. Siamo arrivati al punto poi che si è innamorato del suo nuovo ruolo. Sin da giovane ha mostrato importantissimi miglioramenti sotto l'aspetto tecnico e caratteriale dove spicca per calma e tranquillità che trasmette anche ai compagni in campo".
Oltre le doti tecniche, se c'è una cosa che spicca subito è la Fede...
"E' una caratteristica di tutta la nostra famiglia, che è cattolica e devota alla Nossa Senhora de Aparecida (Madonna tradizionale del Brasile, ndr) apparsa qui in Brasile e alla Signora di Fatima del Portogallo, anche se in realtà è un'unica madre. Rafael oggi è evangelista e ha molta fede. Sotto quest'aspetto ricordo in particolare quando un giorno mi invitò a partecipare a un incontro della Chiesa Baptista promosso dagli atleti del Santos a casa dell'ex giocatore Roberto Brum. Fu una grande emozione, mi piacque come il tutto fu condotto. Per noi non conta la religione, ma la conversazione con Dio".
Tornando al calcio, quale fu la reazione di Rafael quando seppe del Napoli?
"Lei sa che col mercato girano tantissime indiscrezioni. Varie squadre seguivano Rafael e l'agente aspettava di capire se questi interessi fossero reali. Nel 2011 quando mio figlio ha vinto la Libertadores, molte società confermarono concretamente l'interesse ma il Santos doveva disputare il Mondiale per Club e non volle cederlo nonostante diverse offerte. In seguito il Napoli ha fatto una proposta molto interessante per la dirigenza e per mio figlio che, così poteva finalmente dimostrare il suo potenziale in un club di prima fascia che lavora per vincere titoli e che sta costruendo una grande squadra per soddisfare la tifoseria. Rafael ha accettato subito sperando di poter ripagare la fiducia di tutti coloro che hanno creduto il lui".
Di suo figlio in azzurro se ne parlò anche due anni fa, c'è mai stato qualcosa di concreto all'epoca?
"Come ho già detto precedentemente, con la conquista di sei titoli importanti in soli tre anni con la Coppa Libertadores che mancava nella bacheca santista da 48 anni, vari club hanno contattato il Santos. In tante erano interessate al più giovane portiere campione della massima competizione sudamericana. E credo che anche il Napoli fosse tra queste. Penso che anche la dirigenza azzurra avrà conversato col club paulista".
Perchè Rafael ha detto sì? Chi è stato decisivo?
"Ha accettato perchè il Napoli è una grande club europeo, inoltre l'offerta era interessate e coincideva con quel che lui realmente stava cercando: un grande allenatore, che ha avuto molta importanza per la scelta, e una tifoseria innamorata e con una mentalità vincente".
Nel periodo in cui il Napoli trattava Rafael, la società partenopea lavorava anche per un altro brasiliano: Leandro Damiao. Suo figlio l'ha mai sentito prima di arrivare in Italia?
"Le aspettative erano delle migliori anche per l'approdo di Leandro Damiao a Napoli. Loro parlarono, sì, e aspettavano un esito favorevole per giocare insieme. Purtroppo però non si è concretizzato nulla per diversi motivi che non conosco".
Attualmente lei è in Brasile. Cosa le dice Rafael della città e dei napoletani?
"Mio figlio è molto felice per l'affetto ricevuto dai tifosi. Ora vuole solo giocare bene e ricambare tutto ciò conquistando titoli. Adora la città, è davvero felice".
E del San Paolo cosa le dice? Contro il Galatasaray l'ha 'assaporato' per la prima volta...
"Adora la struttura del San Paolo, anche se mi ha detto che è ben differente dagli stadi del Brasile. E' abituato a esibirsi con tantissimi spettatori sugli spalti, già qui in Sudamerica è successo e non ne ha mai risentito. Anzi, sempre molto tranquillo. Credo che nel Napoi conquisterà il suo spazio, e qui in Brasile ci sono tanti fans che fanno il tifo per lui".
Cosa le disse della prestazione? Fu tra le belle sorprese della serata...
"Guardai la partita su Sport Tv (televisione brasiliana, ndr) e fu molto elogiato anche dal telecronista. Anche il giorno successivo fu acclamato negli studi di Gol (programma televisivo, ndr). Con lui mi sono sentito su facebook, era molto tranquillo per la sua prestazione e soprattutto per quella di tutta la sua squadra. Con dedizione e con atteggiamento giusto i risultati arrivano".
Il mito di Rafael è Marcos, una leggenda per i brasiliani e non solo. Crede che può arrivare a quei livelli?
"Parliamo di una figura di personalità assoluta, nota per la sua umiltà. Una delle persone più rispettate del calcio. Penso che Rafael sia suo fan per tutto quello che ha conquistato col Palmeiras, è la figura che tutti i tifosi vorrebbero. Mio figlio sta conquistando il suo spazio e sono sicuro che un giorno può arrivare a quei livelli, ha ancora 23 anni".
Immaginava, quindi, che un giorno sarebbe sbarcato in Europa da calciatore?
"Rafael ha sempre detto che il suo sogno era giocare per un club europeo, e grazie a Dio il Napoli ha aperto le porte e lui è diventato il portiere di una delle società più importanti del Vecchio Contintente nonchè vice campione d'Italia. E' soddisfatto anche del mercato, ritiene che i responsabili del mercato stiano lavorando benissimo".
Il Mondiale in Brasile è un sogno naturale per tutti i calciatori verdeoro...
"Solo con un duro lavoro si può ottenere la nazionale. Conquistò le Olimpiadi con Mano Menezes un anno fa, con l'ex ct lasciò il segno in maglia carioca. Ora è in una grande squadra che ha una visibilità mondiale dove può dimostrare il suo valore. Spero che faccia parte del gruppo di Scolari, il ct ha detto chiaramente che lascia le porte aperte a chiunque abbia una buon rendimento".
Concludendo, c'è qualche aneddoto che vuole ricordare sulla storia di Rafael?
"Grazie a Dio ho incontrato Mara Cabral Barbosa che mi ha dato due figli meravigliosi: Daniele Cabral Barbosa e Rafael. Una madre attenta che ha avuto una partecipazione importante all'educazione dei miei figli e che li ha incentivati molto a praticare sport. Purtroppo, è venuta a mancare il 28 novembre 2003 a 42 anni quando Rafael aveva 13 anni e il fratello 15. Ho tanti ricordi positivi e altri purtroppo negativi che però ho superato. L'altro mio figlio, Daniele, è molto felice per i successi del fratello minore".







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