Racconto choc: "Con Kat Mertens allo Stadium, c'era un bambino: dicevano Africa. Steward..."

Il tifoso partenopeo ha testimoniato quanto accaduto nel corso del suo intervento ai microfoni dell'emittente campana.
Gianluca Gentile, commercialista e tifoso del Napoli, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. "Era allo Juventus Stadium e c'era anche moglie di Dries Mertens, quando è accaduto ciò che avete letto... Ci siamo 'impressionati'? E' una parola grossa. Si avvertiva pericolo e sono scappato via, quel che è accaduto dopo non posso saperlo. Posso solo dire che la nostra fila è dovuta scappare, anche delle amiche della signora sono dovute andare via. Ci siamo resi conto che la situazione stava per degenerare, notavamo continui scavalcamenti dei tifosi bianconeri e siamo andati via".
"Un plauso va fatto agli steward che li hanno fronteggiati, ma erano numericamente inferiori. L'intera balaustra veniva usata per cercare di scavalcare. Gli steward hanno usato anche le maniere forti. Io e la moglie di Mertens siamo andati via al momento del gol, gli ultimi minuti del match non li abbiamo seguiti dal vivo. E' l'ultima volta che vado in quello stadio, non si possono scendere quelle scale con l'ansia di essere spinto: certe cose te le porti dentro e decidi che tutto ha un limite. Un occhio a ciò che accadeva attorno a me lo dovevo buttare sempre. Con noi viaggiava anche un bambino, eravamo attenti a proteggerlo. La sensazione di pericolo non l'ho avvertita dagli juventini vicini a me, ma da chi ha scavalcato. Si sentiva la tensione. Attorno a me urlavano: 'Tornate in Africa'. Ma se l'Africa è Napoli, io ci resto tutta la vita".







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