Questione Ultras-De Laurentiis, botta e risposta tra Iannicelli e Dello Iacovo

Ancora un acceso confronto sulla questione Ultras, questa volta Peppe Iannicelli ha replicato ad un post di Rosario Dello Iacovo.
"Fidelizzazione e non privilegio", scrive Rosario Dello Iacovo, giornalista e scrittore, sulla pagina "Il Napulegno". E spiega il suo punto di vista sulla polemica tra gli Ultras del Napoli e il presidente Aurelio De Laurentiis: "Il calcio inglese, il calcio più profittevole al mondo, quello che produce più soldi, mette il tifoso e la passione al centro di tutto per la semplice ragione che lo considera un cliente. Qualsiasi azienda ritiene preziosi i clienti più affezionati e perciò adotta strategie di fidelizzazione. Ovviamente, mentre per un paio di scarpe, una macchina, un frigorifero, bisogna fare i conti con la concorrenza, nel pallone non è così perché nessuno tifa un anno una squadra e un anno un'altra. Il tifoso può scegliere però di esserci comprando un abbonamento, dei biglietti, il merchandising, oppure no. Può decidere di farlo una volta ogni tanto, oppure sempre".
E poi: "Naturalmente, ai club inglesi interessa valorizzare il tifoso che c'è anche quando la squadra è ultima, retrocede, fallisce ogni obiettivo. È il cliente che garantisce introiti a prescindere. Prendete l'Arsenal, primo in Premier ma reduce da lunghe stagioni deludenti. Prendete il Manchester United, oppure il Liverpool di quest'anno, il West Ham partito con ambizioni europee e invischiato nella lotta per non retrocedere. Tutti questi club hanno lo stadio pieno a prescindere, e il diritto di comprare un abbonamento o un biglietto dipende perciò dalla fedeltà che il tifoso ha mostrato nel corso degli anni. È un sistema a punti che considera anche le trasferte, quelle nazionali ed eventualmente quelle europee. Una sorta di tessera del supermercato che garantisce al cliente affezionato un trattamento di favore e nessuno li chiama "privilegi", come invece accade dalle nostre parti".
Infine ha concluso: "Del resto, anche il Napoli ha sviluppato un embrione di fidelizzazione garantendo agli abbonati la prelazione sui biglietti, incluso quelli delle trasferte internazionali. In quel caso nessuno ne parla come di una sorta di prevaricazione nei confronti di altri tifosi, perché la logica è chiara: hai comprato un abbonamento per l'intero campionato a scatola chiusa e io club ti premio. Non ci sarebbe niente di scandaloso quindi, se il Napoli adottasse lo stesso sistema e mettesse in cima alla lista chi è andato in Ucraina o in Turchia, a Gela, a Lanciano o a Manfredonia, chi è stato più presente al Maradona nel corso degli anni, perché in tempi di vacche magre quel tifoso ci sarà a prescindere. È una banale logica commerciale che il calcio inglese riesce a vendere dietro la cortina retorica della passione e garantisce gli stadi pieni. Immagino che quando qualche giornalista nostrano dice che i tempi sono cambiati confonda per nostalgia e romanticismo una banale strategia di mercato decisamente moderna. Quanto gli farebbe bene viaggiare per qualche anno. A loro, ma anche a noi che beneficeremmo della loro assenza".
Peppe Iannicelli, giornalista di Canale 21, ha così commentato: "Sistema di fidelizzazione a punti? Un sistema eccellente sul quale concordo. Ma tale sistema deve essere aperto a tutti, liberamente in modo democratico e trasparente. Chiunque deve poter aderire al programma fedeltà e deve avere la stessa possibilità di acquistare un biglietto al Diego Armando Maradona o un pacchetto. Altrimenti diventa un privilegio d'interesse inaccettabile contro il quale, fregandomene d'insulti e minacce, continuerò a battermi".
Dello Iacovo ha replicato: "Perché ho forse parlato di riferimenti oscuri? Per un club inglese chi da anni segue il Napoli in trasferta e in casa ha diritto a una prelazione reale. Di privilegio continui a parlare tu, né io né i club inglesi ci pensano".








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