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Quagliarella: "Samp, la maglia più sentita". Poi parole sul Napoli e l'annuncio sul futuro


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Pubblicato nella sezione Interviste
Quagliarella: Samp, la maglia più sentita. Poi parole sul Napoli e l'annuncio sul futuro

Fabio Quagliarella, attaccante della Sampdoria, al momento infortunato, ha parlato di tanti argomenti ai microfoni di SportWeek.


Su SportWeek c'è una bella intervista a Fabio Quagliarella, attaccante della Sampdoria che a fine mese compirà 31 anni. Ad oggi è infortunato al ginocchio sinistro e resterà ancora a lungo lontano dai campi, ma per ora non sembra voler smettere anche se annuncia che le probabilità che dica addio sono altissime. "Ci ho pensato per più di un attimo. Ci sono altissime probabilità che io smetta a giugno, ma non avrei mai voluto che finisse così, a causa di un infortunio. Mi dicevo: cavolo, devo chiudere in questo modo? Era questo che mi faceva star male, più del dolore al ginocchio. Per fortuna - spiega Fabio - la gravità della lesione è stata ridimensionata, anche se qualche giornalista mi aveva già dato per spacciato. Con me è sempre così. La buttano sempre sul tragico. Poi, nel momento in cui mi stanno per seppellire, risorgo".

"Oltre alla morte io ho un’unica, altra certezza: finirà quando lo dico io. Nessuno deciderà al mio posto. Certo non pensavo di arrivare tanto avanti con l’età. Ci sono arrivato crazie al fatto di non averci mai pensato, appunto. Non ho mai fatto programmi a lunga scadenza. Ho vissuto il calcio anno dopo anno, e il fatto che pure i rinnovi, da un certo punto in avanti, diventassero annuali, mi andava benissimo".


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Sulle reti fatte in carriera: "Gol di fortuna non li ho mai fatti… Se avessi avuto il culo di altri attaccanti, avrei almeno 30 o 40 reti in più. Io i gol me li devo inventare, altri calciano senza quasi accorgersene e segnano".

Quindi un resoconto della carriera: "I momenti topici sono stati quelli in cui, ogni volta che vivevo un periodo positivo della mia carriera, succedeva qualcosa che spezzava l’incantesimo. Da Napoli, la mia città, son dovuto andar via per colpa di uno stalker che mi perseguitava. Alla Juve mi ruppi un ginocchio. Ma quello che mi è stato tolto, me lo sono ripreso da un’altra parte. Per esempio, diventando capocannoniere del campionato a 36 anni".

La maglia che si sente più addosso: "Quella della Samp. È il club che ha aperto e che chiuderà la mia carriera. A Genova sono da quasi 9 anni e con la gente basta ormai uno sguardo per intendersi. Certo, non dimentico la fortuna di aver indossato anche solo per una stagione la maglia del Napoli".

Sul Napoli di oggi: "Un giocatore forte deve giocare coi giocatori forti. Il mio Napoli non aveva la qualità di questo. Perciò, sì, mi divertirei in questo Napoli. Molto".

Infine ha concluso: "Non mi fa paura smettere, mi incuriosisce. Spero di restare nel mondo del calcio, e mi affascina l’idea di poter lavorare coi giovani. Anche per spiegargli alcune cose fuori dal campo, per esempio sull’utilizzo dei social. Direi: occhio a quello che posti ora, perché un domani potrebbero rinfacciartelo. Apprezzo Messi, che su Instagram mette foto senza commento. Di sicuro giocherei tanti anni ancora, ma so che non sarà possibile".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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