Quagliarella, parla il fratello: "Fabio non è un traditore. A casa ora siamo tutti juventini"

A Tuttosport ha parlato Adriano Quagliarella, autista d'autobus a Firenze, ma soprattutto uno dei quattro fratelli di Fabio.
A Tuttosport ha parlato Adriano Quagliarella, autista d'autobus a Firenze, ma soprattutto uno dei quattro fratelli di Fabio. Ecco i passaggi più significativi dell'intervista, realizzata da Filippo Cornacchia: "Siamo cresciuti giocando insieme in casa con la pallina da tennis: io mi sono fermato in C2, lui è arrivato alla Juventus - spiega Adriano, che ha quattro anni in più dell'attaccante bianconero -. Giusto così. Ero un difensore che tirava calci, a me sono mancate le sue qualità e la sua determinazione. Quando ho capito che Fabio avrebbe sfondato? Da bimbi si vedeva che Fabio aveva qualcosa in più, anche contro quelli della mia età. Un altro indizio a 13 anni, quando ha lasciato Castellammare di Stabia per trasferirsi nel settore giovanile del Torino. Ma che il suo sogno si era realizzato l'ho capito nel 2005, in Ascoli-Milan: che effetto vederlo sfilare in campo accanto a un mito come Shevchenko. Quandò andò a Torino io subito non la presi benissimo. Ero contento per lui, però in camera mi mancava il mio fratellino. Come fu il trasferimento per Fabio? I primi anni duri, spesso ci chiamava piangendo. Io lo andavo a trovare una volta al mese. Più di una volta papà gli disse: Non sei obbligato, ti posso riportare a casa anche domani. Ma Fabio da questo punto di vista non ci ha mai sentito. La parola smettere non lo ha nemmeno mai sfiorato. E un caparbio, non è un caso che sia riuscito a realizzare il suo sogno. Però... Altro che Torino, i viaggi più faticosi erano quelli per andarlo a trovare a Udine: ore e ore in cuccetta, partivamo alle 10 di sera e arrivavamo alle 8 del mattino. La nostra cameretta? Un museo calcistico. Il poster gigante di Maradona e tantissime foto di noi due: ricordo quelle di Fabio ragazzino con Buffon e Cannavaro, all'epoca già protagonisti del Parma. Pensare che adesso Gigi è un suo compagno fa impressione. Tornando a Maradona, quante volte abbiamo litigato per la sua figurina. Fabio sogna di incontrarlo: magari, come ho letto, succede in finale di coppa Italia. Sarebbe il massimo. 6 gennaio 2011? Se ci penso sto ancora male. Sentendolo dopo la partita col Parma non avrei mai pensato alla rottura del crociato. La mattina seguente il messaggio agghiacciante: Mi devo operare. Ero distrutto. Se sono scaramantico? Sì, anche se mio fratello Gennaro - religiosissimo - mi sgrida tutte le volte che lo ammetto. Si incavola quando vede me o Fabio con cornini o altri portafortuna. Quel 6 gennaio i riti non sono serviti? Quella mattina, a causa della partita a mezzogiorno, feci tutto di fretta e saltai il rito prepartita. Sarà un caso, o una cavolata come dice Gennaro, però proprio l'unica volta che mi sono dimenticato, Fabio si è fatto male. Svelarvi il rito? Assolutamente no. Neanche mia moglie mi sta vicino durante le partite, l'unico ben accetto è mio padre. Quando vedo Fabio in campo è come se ci fossi anche io. Non è solo un modo di dire: al novantesimo grondo di sudore. Se il pellegrinaggio a Lourdes è sempre in programma? Certo, spero a fine campionato: verrà anche Gennaro. Mi auguro di andare anche in Polonia e Ucraina: se Fabio continua a segnare, magari Prandelli lo convoca per l'Europeo. Il gol più bello di Fabio? Ne scelgo due: quello da centrocampo con la Sampdoria e quello dello scorso anno di tacco in Udinese-Juventus. Ah, dimenticavo quello al Mondiale. Da centrocampo ci ha provato pure recentemente, contro il Napoli? E un ulteriore segno della rinascita di Fabio. Ha segnato due gol, ma soprattutto lo sento di nuovo sereno. Avrebbe voluto giocare di più, però era sicuro che prima o poi sarebbe arrivato il suo momento. Come hanno preso a Castellammare il gol al Napoli? A Fabio vogliono tutti bene, anche se in caso di vittoria in coppa Italia... Il gelato Quagliarella comunque c'è tuttora a Castellammare. Pure noi, a casa, ci siamo rimasti male quando ha lasciato il Napoli: siamo sempre stati tifosi azzurri. Il calcio però è così: ora siamo tutti juventini. A ferirci sono state le cattiverie dette su di lui: non è stato un traditore e chi lo ha venduto lo sa. Se spero di vederlo nella Fiorentina per averlo più vicino? Sta per rinnovare, io mi auguro di vederlo alla Juventus fino a fine carriera. Torino è la sua seconda casa, tutti i migliori amici li ha lì. A Firenze ci sono già io di Quagliarella... Una volta, mentre ero fermo con l'autobus, una ragazza mi disse: Lo sa che lei assomiglia all'attaccante dellUdinese. Sì... Quagliarella. Se Fabio segnasse il gol scudetto? Potete già chiamare i carabinieri: penso che correrò nudo per lo stadio. E sicuramente a Castellammare saranno fuochi d'artificio. Potrei dargli qualche lezione al volante, così magari guida lautobus della squadra per Torino... Mi fermo qui: ci sono ancora sei partite. Il giocatore che mi sta più simpatico? Pepe, lo conosco da Udine. Con chi sogno di vedere Fabio in attacco? Benzema. Se ho mai pensato di diventare agente di mio fratello? Era un'idea, nulla di più. Mio fratello è in ottime mani. Bozzo è il migliore: è serio, parla poco e quello che dice realizza".






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