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Pruzzo: "Facevo gol pure bendato, Bearzot mi negò quel Mondiale". Poi il retroscena su Falcao

In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante Roberto Pruzzo ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua carriera.



13/02/2025 23:32 - Interviste
Pruzzo: Facevo gol pure bendato, Bearzot mi negò quel Mondiale. Poi il retroscena su Falcao
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Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Roberto Pruzzo ha ricordato lo scudetto perso nel 1986: "Nel girone di andata giocai poco e feci appena due gol. Nel girone di ritorno mi scatenai e in 13 partite feci 17 reti. Divenni per la terza volta capocannoniere con 19 gol davanti a Rummenigge con 13, Platini 12 e Maradona 11. Giocavamo un calcio meraviglioso, moderno, a mille all’ora: recuperammo lo svantaggio, ma poi alla penultima giornata contro il Lecce già retrocesso, non me lo far ricordare dai (sconfitta per 3-2, ndr)".

"Se è stato il mio più grande rimpianto? No, c’era stata un'incredibile rimonta e la squadra arrivò stanca, anche se fermarsi sul traguardo fu terribile. Di delusioni e ingiustizie ne ho vissute altre: lo scudetto che ci fu tolto nel 1981 con il famoso gol di Turone. E in Nazionale Bearzot mi negò almeno due Mondiali: già nel 1978 in Argentina ero forte e restai fuori, poi nel 1982 in Spagna, per tenere tranquillo Rossi al rientro dopo il calcio scommesse, portò Selvaggi meno scomodo di me che quell’anno ero stato capocannoniere. Lo stesso avvenne in Messico nel 1986 con Galderisi, quando io facevo gol pure bendato" ha continuato l'ex bomber di Roma e Genoa.


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Poi il retroscena su Roma-Liverpool: "È la ferita che ancora sanguina dopo 40 anni. Io segnai il gol dell’1-1 nel primo tempo e poi uscii al 63’. Per problemi di stomaco? Ma quale dissenteria, presi un violento calcio sui testicoli, da sotto con la punta dello scarpino: io già correvo poco, dopo quel colpo non riuscivo più a muovermi. Ai rigori io ero fuori, Cerezo uscì per crampi, Maldera era squalificato, Falcao non se la sentì. E sbagliarono Conti e Graziani. Se ho perdonato Falcao? Sì, certo, anche chi come Paulo Roberto in campo era Divino può avere delle debolezze umane".


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Giuseppe BiscottiGiuseppe Biscotti
Laureato in economia aziendale, è giornalista pubblicista dal 2021. Nato e cresciuto a Caserta, collabora dal 2017 con testate online. Segue il calcio con esperienze da inviato negli stadi di Serie A.
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