Prandelli: "Italia? Conquistai due medaglie. Il mio parere sul Napoli e la verità su Paolo Cannavaro"

L'ex CT della Nazionale Italiana, Cesare Prandelli, ha rilasciato un'interessante intervista ai microfoni di Soccermagazine.it.
Dal 2006 ad oggi è stato l’unico ct che ha consegnato all’Italia almeno un podio: Cesare Prandelli ha allenato la Nazionale dal 2010 al 2014 ottenendo non solo un secondo posto all’Europeo, regalando alla bacheca azzurra anche il bronzo in Confederations Cup. Il tecnico ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine.it di cui vi proponiamo alcuni stralci.
Con Ancelotti il Napoli si è aggiudicato il tecnico più titolato della Serie A, ma sul mercato si è mosso poco e i tifosi sognavano il ritorno di Cavani. Un grande allenatore può supplire all’assenza di un bomber?
"Un grande allenatore sicuramente può gestire, può dettare, può correggere, ma è chiaro che quando hai un bomber, il bomber è insostituibile. È chiaro che il Napoli è sempre competitivo, è una squadra collaudata, è una squadra che ha una certa compattezza e qualcosa in più la darà sicuramente l’allenatore".
A proposito di Nazionale: Lei ha portato all’Italia l’unica medaglia della sua storia in Confederations Cup, competizione spesso snobbata e che la FIFA potrebbe cancellare a breve. Che importanza aveva e ha per Lei questo torneo?
"La nostra Nazionale è riuscita a portare comunque due medaglie, un argento agli Europei e un bronzo alla Confederations Cup. È chiaro che in quel momento in questa competizione si affrontavano le 8 squadre sulla carta più forti del mondo, perché c’erano i campioni del mondo, i campioni europei, i campioni dell’Africa, i campioni dell’Asia ecc., quindi 8 squadre molto, molto forti".
Negli ultimi mesi, sentendo alcuni giocatori del vecchio Napoli di Mazzarri, abbiamo scoperto che persino tra di loro, nello spogliatoio, circolava l’idea che Paolo Cannavaro non venisse convocato in Nazionale per via del cognome troppo pesante dato che giocava sia nella difesa a 3 sia in quella a 4 (clicca qui per leggere). Vuole approfittarne per smentire questa versione?
"Assolutamente, sono state fatte delle scelte tecniche, ma non c’era assolutamente alcun tipo di preclusione nei confronti di Paolo. In quel momento c’erano dei giocatori, a mio parere, forse più adatti a giocare quel calcio che volevamo giocare".







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