Pollasto: "C'è chi rischia la vita per salvarci e chi parla di stipendi, come Messi. Napoli? Il mio sogno è..."

Il giornalista di Napolipiù è intervenuto ai nostri microfoni e ha partecipato alla rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno".
"Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno", questa la rubrica pensata dalla nostra redazione in questo momento di grande difficoltà per il nostro paese, letteralmente piegato in due dalla pandemia coronavirus. Nel rispetto di tutti, proviamo ad aggrapparci ad un pensiero positivo avvicinando - immaginandolo e sognandolo - il momento in cui la nostra vita tornerà alla normalità pur leccando ferite, dolori e danni di ogni genere. Abbiamo chiesto a giornalisti e a personaggi dello sport, soprattutto quelli vicini al Napoli, di provare a chiudere gli occhi per... guardare oltre chiedendo consiglio al fanciullo che vive dentro di noi e che ama il calcio. L'ospite di oggi è Luca Pollasto, giornalista di Napolipiu.com.
Assodato che il calcio in questo momento non è la priorità, come vivi le tue giornate e che consiglio/parere senti di dare al di là delle leggi e regole varie?
"Difficile dire come si “vive” in un momento tanto difficile, sarebbe opportuno dire come si sopravvive. Abbiamo cambiato radicalmente le nostre abitudini, senza nemmeno il tempo di salutare le persone a noi più care, è estremamente difficile trovare la normalità in questo momento, nonostante tutto l’ uomo è abituato ad adattarsi in qualsiasi situazione e pian piano la mia stanza è diventato il mio mondo. Fortunatamente sto lavorando 8 ore da casa, finisco di lavorare e mi faccio un’ oretta di palestra e tra una cosa e l’ altra passa la giornata, una cosa inimmaginabile per me che a casa tornavo solo per dormire, ma bisogna farlo, non abbiamo alternative, è l’ unico farmaco che abbiamo per fermare la diffusione. Trovate il modo di tenere impegnata la vostra mente non pensate a quando finirà o peggio ancora di come eravamo belli prima, trovate oggi il vostro piccolo mondo in casa. Difficile certo, ma in tanti hanno trovato un modo piacevole di trascorrere le giornate".
Domanda banale, ma necessaria: cosa ti ha insegnato o ti sta insegnando questo momento storico per l'Italia?
"Che tutto può finire da un momento all'altro, che bisogna cogliere ogni attimo che ci viene regalato. Questa situazione cambierà tantissime persone".
Messi e tanti altri calciatori dicono "no" al taglio degli stipendi a causa dell'emergenza. Il tuo punto di vista
"Una ricercatrice, la più fortunata, ha un posto fisso e uno stipendio massimo di 1500 euro al mese, la maggioranza sono precari da 600/800 al mese senza contratto. Un infermiere, in trincea che rischia la vita tutti i giorni, in questo periodo 8-10 ore al giorno, con un giorno di riposo ogni 14 giorni, per 1600 euro al mese. A Messi e quelli come lui, gli è stato chiesto solo di stare comodamente a casa a grattarsi la pancia, devo aggiungere altro? Speriamo che quando tutto questo sarà finito ci sarà la giusta proporzione e il giusto riconoscimento per chi ci sta salvando la vita".
Nel rispetto di tutti, ma facendo emergere il bambino che è in noi e che ama il calcio, che Napoli sogni guardando già al prossimo anno?
"Un Napoli che riparta da Gennaro Gattuso, che si è meritato la fiducia della piazza, peccato che tutto si sia fermato sul più bello, con la sfida galattica contro il Barcellona e non ci nascondiamo che viste le condizioni delle due squadre, in fondo ci credevamo un po’ tutti nel passaggio del turno. Mi piacerebbe un Napoli di certo più competitivo, con un 9 che butti giù le porte e un altro terzino come Di Lorenzo. Non ripartirei da Koulibaly, per lo meno non questo visto in questa stagione. Con la cessione del difensore senegalese e di Fabian si potrebbe costruire un gran bel Napoli".








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