Pjanic difende Allegri e svela il segreto di Spalletti. Poi parole su Garcia e frecciata all'Inter

Miralem Pjanic, ex centrocampista di Juventus e Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio TV Serie A.
Miralem Pjanic, ex centrocampista di Juventus e Roma oggi allo Sharjah (Emirati Arabi), ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio TV Serie A. Ecco alcuni passaggi: "Juventus? A Bergamo non è mai facile, uscire da lì con un punto è un buon risultato, credo che tante squadre perderanno con l’Atalanta. Sono d’accordo che si possa migliorare sulla qualità del gioco, ma non capisco le forti critiche che spesso vengono fatte alla Juventus. Tanti giocatori sono andati via, non è più una squadra come quando c’ero io in cui c’erano tante individualità che potevano fare la differenza, Higuain, Cristiano Ronaldo, Mandzukic. In questa Juve vedo pochi giocatori in grado di segnare, non la vedo attrezzata per essere tra le favorite per lo scudetto. Poi si può sempre fare meglio. Le critiche ad Allegri? Sono sempre state una costante già dai miei tempi, spesso le trovo esagerate. Sappiamo cosa è successo negli ultimi anni e ripartire da lì non è mai facile".
Poi una frecciatina all'Inter: "Ci sono state meno critiche per l’Inter che non ha vinto per due anni di fila pur essendo la squadra più attrezzata. Anche adesso i nerazzurri sono i favoriti secondo me. Manca un po’ di maturità a centrocampo, l’unico che ce l’ha è Rabiot, però manca un po’ di creatività e di capacità di saper gestire il gioco. Nella mia Juve c’erano Khedira, Matuidi, adesso ci sono giovani che devono crescere. E’ una fortuna per la Juve avere Allegri, che è bravissimo a gestire il gruppo".
Su Garcia e Spalletti: "Rudi Garcia ha avuto un mese complicato, dove i risultati e qualcosa fuori campo non è stato facile da gestire. Però è uscito bene da questa situazione, ovviamente arrivare dopo Spalletti e lo scudetto, con la pressione di una piazza come Napoli, è un compito molto complicato ma allo stesso tempo la squadra è più o meno la scelta e Garcia conosce bene il 4-3-3 e gli auguro di riuscire a fare una buona stagione. Spalletti è uno molto diretto, non guarda mai al nome di un giocatore, guarda solo al campo, se sei bravo giochi. E quello è stato molto apprezzato all’epoca, quando eravamo a Roma, ci aveva affrontato tutti senza paura, ed è stato sempre corretto e giusto. Anche l’anno scorso al Napoli ha creato un rapporto con i giocatori ed è stato un fattore decisivo per lo scudetto".






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