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Piccolo critico: "Napoli, ma quale silenzio stampa? Club schiavo delle proprie fobie"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Piccolo critico: Napoli, ma quale silenzio stampa? Club schiavo delle proprie fobie

Il giornalista ha criticato aspramente il silenzio stampa indetto dal Napoli fino alla fine della stagione: "In realtà è silenzio tv".


Fabrizio Piccolo, giornalista, attraverso il suo profilo Facebook critica il silenzio stampa indetto dal Napoli fino a fine stagione: "Di cosa parliamo quando parliamo di silenzio stampa? Di tante cose ma di sicuro non di quanto accade, è accaduto ed accadrà a Napoli, regno del silenzio ufficiale, del dice che si dice, dei tweet arrangiati, dei comunicati incomunicanti. Cosa c’entra la stampa con la decisione del Napoli di non parlare più quando la stampa è da mò che è stata derubricata all’oblio eterno? Conferenze di vigilia annullate sine die e sine motivatione, presentazione dei nuovi acquisti affidata all’estemporaneità e al capriccio del momento, interviste ai calciatori relegate al breve periodo del raduno estivo (purché si parli di Dimaro o di Castel di Sangro). Ma quale silenzio stampa? Silenzio tv, questo è. Perché il Napoli parla(va) solo in tv o con le tecnologie zoom quand’era costretto dall’Uefa e nelle brevissime para-conferenze dopo le partite di campionato".


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Inoltre, il giornalista, aggiunge: "Ora niente più, manco quelle e considerato che l’Europa ci ha buttato fuori si può anche preconizzare un mutismo assoluto fino a fine stagione per un club che della modernità aveva provato a farne un vanto prima di diventare schiavo delle proprie fobie, orgoglioso dei propri dispetti e sempre più racchiuso nelle proprie piccinerie. Che poi i giornali (e i siti) che strillano quando Gattuso o chi per esso li cita in negativo e attaccano come comare zitelle punzecchiate nell’orgoglio non se ne siano manco accorti che il Napoli li ritiene carta (o web) straccia è un altro discorso. Basta che nessuno si permetta di parlar male di loro va bene anche non parlare proprio. E allora chiedo alle tv: prima di firmare questo benedetto accordo sui prossimi tre anni di diritti per la A che sia Dazn, Sky o la piattaforma delle palafitte una cortesia: pretendete multe salatissime per chi non si presenta a parlare. Come esiste l’obbligo Uefa, che esista l’obbligo Figc. Toccato seriamente nel portafoglio, forse, il Napoli ritroverebbe non dico le vittorie, ma almeno la parola".


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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