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Perillo: "Intervenga De Laurentiis perchè si rischia di fare la fine del Napoli di Simoni..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Perillo: Intervenga De Laurentiis perchè si rischia di fare la fine del Napoli di Simoni...

Il vice caporedattore della RAI di Napoli, Antonello Perillo, ha commentato l'attuale situazione del Napoli.


Corsi e ricorsi calcistici. Questo Napoli mi ricorda quello di Simoni, che a un certo punto sembrava dovesse spaccare il mondo e che invece affondò miseramente in un tribolato finale di stagione. Era l'anno calcistico 1996-97, quello che sarebbe finito con il secondo scudetto della Juve targata Lippi e Zidane. Gli azzurri, guidati dal cinquantasettenne Gigi Simoni, dopo un esaltante inizio di stagione, con il girone di andata chiuso ad appena cinque punti dalla prima in classifica, crollarono di botto dopo Natale. Sconfitte su sconfitte, quella squadra mostrò limiti e fragilità che nessuno osava immaginare . Convinti di essere quasi dei campioni e appagati dall'aver raggiunto la qualificazione alla doppia finale (allora funzionava così) di Coppa Italia contro il modesto Vicenza, gli azzurri ebbero un mostruoso calo di concentrazione in campionato, al punto da costringere Ferlaino a licenziare Simoni (che nel frattempo si era accordato con l'Inter di Ronaldo) e affidare la panchina al "medico di famiglia" Montefusco. Alla fine il Napoli, senza più grinta e personalità, perse clamorosamente anche la Coppa nazionale. Fatti i debiti scongiuri, va detto che quello di oggi è un Napoli di tutt'altro livello: lì dove ieri c'erano i Beto (buon talento brasiliano sprecato in birre e dolcevita), i Caccia e gli Aglietti, oggi ci sono gli Hamsik, i Lavezzi e i Cavani. Migliore era la difesa, con "i due liberi" Ayala e Cruz e il bravissimo Colonnese; ma nel complesso è molto più forte la formazione dei nostri giorni. Il punto in comune è lo sconcertante calo di rendimento e di motivazioni. Sedici anni fa lo spartiacque fu un'infelice trasferta in casa della Fiorentina di Rui Costa e Gabriel Batistuta: ci si aspettava una vittoria che consacrasse ambizioni europee, e invece finì 3-0 per i viola. In questa stagione la svolta negativa è arrivata il 14 marzo allo Stamford Bridge, contro un Chlesea che con un piede e mezzo era già fuori dai Quarti di Champions: da allora gli azzurri non hanno più vinto una partita, se si esclude l'1-0 contro le riserve (perchè tali erano) del Siena al San Paolo in Coppa Italia. Ecco, la Coppa Italia... Come allora, anche oggi sta diventando un alibi. Il punto è che rischia di trasformarsi in un miraggio, perchè se ci arriva così, il Napoli quel trofeo, contro i famelici bianconeri di Conte, non riuscirà mai ad alzarlo. Sia ben chiaro: sono convinto che si possa evitare il naufragio, credo ancora che si possa assistere ad un dignitoso finale di campionato (non dico assai, ma almeno il quinto posto) e che all'Olimpico il 20 maggio ci si possa battere per far nostra la Coppa. Mazzarri, poi, non credo affatto che sfarà la fine di Simoni, tranne clamorosi colpi di scena. Quel che è certo è che tutti devono fare un bagno di umiltà. Ieri per la prima volta in assoluto ho sentito Mazzarri ammettere di aver meritato la sconfitta... Ora dovremmo capire perchè la squadra ha incassato 16 gol nelle ultime 6 partite e perchè ha perso ritmo, intesa e inventiva. Solo arbitri cattivi ed episodi sfortunati? Così come resto basito di fronte allo stravolgimento di compiti e posizioni in campo visto nelle ultime due partite contro Lazio e Atalanta. E' normale ridisegnare quasi un'intera squadra per le assenze di giocatori importanti ma non trascendentali come Cannavaro, Maggio e Zuniga? E se si fermassero Hamsik, Lavezzi e Cavani? Il tutto conferma quanto sto scrivendo e dicendo da diversi mesi: comunque andrà a finire questa stagione, il presidente, l'allenatore e il diesse Bigon dovranno fare con molta serenità un confronto aperto e approfondito sulle strategie di mercato, sulle scelte fatte e quelle eventualmente da fare. Nessuno come De Laurentiis ha investito tanto nelle ultime campagna acquisti, eppure il mister ha puntato sempre sulla "vecchia guardia". Sono convinto che De Laurentiis si farà sentire, da par suo, intervenendo in modo diretto non solo col tecnico -al quale in settimana aveva già pubblicamente rinnovato stima e fiducia- ma affrontando di petto, nel segreto di Castel Volturno, i giocatori. Sappiano tutti, partendo dai fin troppo celebrati "tenori", che la maglia azzurra va onorata sempre al massimo. Campioni veri lo si è soprattutto quando si sanno affrontare i momenti difficili.


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Antonello Perillo per Azzurrissimo.it


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