"Per il Napoli non esistevo, pregavo chiuso in hotel". La dolorosa confessione dell'ex

"Ricordo che quando ero bambino non riuscivo a capire che ci sarebbe stato un punto in cui giocare a calcio sarebbe stato un affare costoso. E' anche una motivazione in più per fare bene".
Duvan Zapata, attaccante colombiano oggin in forza alla Sampdoria, ha rilasciato un'intervista ai colleghi de Il Secolo XIX. Naturalmente non è mancato un passaggio sulla sua ex squadra, il Napoli: "Il mio un passaggio costoso. Ricordo che quando ero bambino non riuscivo a capire che ci sarebbe stato un punto in cui giocare a calcio sarebbe stato un affare costoso. E' anche una motivazione in più per fare bene. Sono stato chiuso in hotel per diverse ore prima della firma. Pregavo affinchè Ferrero confermasse la promessa di prendermi. Dal Napoli non mi sono sentito trattato bene. Quando ti valutano così tanto, dovrebbero anche seguirti, farti sentire importante, come ha fatto Ferrero. Invece per due mesi mi sono allenato da solo e non ho fatto neanche una partita amichevole. Sono state settimane dure. Comunque ora è passato e sono felice".







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