Logo AreaNapoli.it

Peppe Barra da brividi: "Non sono andato via da Napoli, è la mia Musa. Vorrei cambiare tante cose"


,
Pubblicato nella sezione Interviste
Peppe Barra da brividi: Non sono andato via da Napoli, è la mia Musa. Vorrei cambiare tante cose

Peppe Barra ha parlato del suo rapporto con la città partenopea usando parole straordinarie: "Il fatto di essere Sindaco in una città del genere comporta molta responsabilità".


Peppe Barra, noto artista partenopeo, torna alla ribalta con un nuovo doppio album che porta il nome di 'CIPRIA E CAFFÈ', ai microfoni di Radio Punto Nuovo, si racconta e presenta il suo ultimo lavoro: "'Procidana' è un pezzo popolare perché nasce a Procida e ha una storia lunga. Era una canzone sacra, poi con De Simone la cambiammo. Mamma la ricantava ancora in un’altra maniera e io l’ho voluta fare questa volta in questo disco con accorgimenti tecnici con Mario Conte e Paolo Del Vecchio che hanno voluto trattarla in maniera elettronica. E non mi è dispiaciuto, l’esperimento è stato bello. Ho sempre dato il mio tocco personale a tutte le canzoni. Altrimenti in questo momento storico come fai a comunicare con la banalità? Tutto il mondo che ci circonda è banale. Ci sono pochi attori, artisti, compositori, scrittori e sceneggiatori che sono bravi. Ne avrei tanto da dire ma è meglio che sto zitto (ride, ndr). ‘Cipria e Caffè’: cipria è per quanto riguarda il Barocco, ho pensato alla cipria delle parrucche del ‘700, invece caffè è il teatro attuale, folle, perché il caffè dà energia ma quando ne prendi troppo porta anche un po’ di follia. Tanti anni fa facevo spettacoli per gli ammalati e ne feci uno in un manicomio".


PUBBLICITÀ

Inoltre, Barra, racconta: "Un malato si alzò e mi disse: ‘Maestro non si dimentichi che non c’è arte senza follia e non c’è follia senza arte’. Aveva ragione. Io e Renato Zero siamo molto amici, presto andrò da lui di persona a portargli il disco, è doveroso. Sogni di collaborazioni? Purtroppo i grandi che ho conosciuto non ci sono più. Da Fellini, passando per Giulietta Masina, fino a Mastroianni, Nino Rota. Non mi lamento della mia carriera. Adesso voglio aprire una parentesi su Andrea Sannino: ho fatto un’ospitata nel suo disco e devo dire che è un ragazzo preparato e umile, cosa rara nei giovani artisti di oggi. Io amo nell’arte l’umiltà. Ho sempre amato Tosca come cantante e in questo pezzo (Se ce stesse ‘na parola, ndr) l’ho ammirata per il suo napoletano. Lei è bravissima. Non solo la voce, il tempo, la dizione, la limpidezza, ma è anche una studiosa delle lingue. Ha tutta la mia ammirazione. ‘Se ce stesse ‘na parola’ è una bella canzone, mi piace molto".


PUBBLICITÀ

"Ti trasporta quasi come una ninna nanna, è sognante. Io sono inscindibile, non posso dire se sono più a mio agio quando canto o quando recito. Sono contento che la mia carriera sia abbastanza intensa da poter raccontare qualcosa ai giovani. Non sono andato via da Napoli perché questa città è la mia Musa, perché mi ha dato tanto. Ho assimilato tutta la cultura in 15 anni con la nuova compagnia di canto popolare, in tanti anni di teatro con De Simone, con mia madre Concetta. Tanta musica, tanti dischi e tanti spettacoli teatrali. Non sono pochi, quasi 60 anni. Vorrei cambiare tante cose e poche cose in questa città. Napoli è una città particolare, una città difficile da gestire soprattutto. Per cui il fatto di essere Sindaco di una città del genere comporta molta responsabilità. Povero Manfredi che sta facendo un lavoro massacrante, non è facile. Quest’inverno riprenderò un po’ di concerti. Riprenderò La Cantata dei Pastori che porto sul palco da circa 40 anni. È un pezzo storico di Napoli. Nell’800 si sceglieva se andare alla Messa di Natale o a vedere La Cantata dei Pastori. È un rito. Durante il Covid ho dovuto interromperla per quasi due anni e il pubblico pregava che finisse la pandemia proprio per andare al teatro e seguirla".

"Mi hanno detto che non c’è Natale senza Cantata dei Pastori. Io ho continuato ad avere rapporto con il pubblico durante il Covid, raccontavo favole, incoraggiavo attraverso le radio, i cellulari, i messaggi che mandavo. C’è stato sempre questo bel feeling con il mio pubblico. Il teatro è terapia ed è stato una bella terapia contro il Covid che sta allontanandosi. La città di Napoli senza musica e teatro non è la stessa. Napoli è una città di luce". Ha concluso Peppe Barra.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00