Pepe: "Conte ti stravolge, in due aspetti non ha rivali. Nel 2012 ci fece un discorso sul Milan"
"In partita al 70' i nostri avversari erano in coma e per noi era come essere al 40'. Conte a Napoli ha fatto un altro capolavoro", ha sottolineato l'ex calciatore.

Simone Pepe, ex calciatore oggi agente, è intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ed ha ricordato anche la sua esperienza alla Juventus con Antonio Conte in panchina. Queste le sue parole: "Conte riuscì a stravolgere il modo di pensare calcio".
Ed ha aggiunto: "Portò un cambiamento totale nel lavoro a livello tattico, fisico, delle conoscenze. Iniziammo in ritiro con il 4-2-4, ma l'arrivo di Vidal lo spinse a modificare il modulo. Ci sono due aspetti in cui Conte non ha rivali: la preparazione della gara e la comunicazione con i giocatori. Tocca sempre i tasti giusti. Un esempio? Ripenso al famoso discorso a Vinovo durante lo sprint con il Milan nel 2012".
"Tanti allenatori parlano, ma non ti resta nulla. Le parole di Conte invece - ha spiegato Pepe - entrano in testa e arrivano al cuore. Quando dice: 'Oggi a questi gli mettiamo il campo in salita', tu te lo immagini proprio in pendenza. In settimana era tipo: 'Si salvi chi può', eh: una fatica enorme. Però in partita al 70' i nostri avversari erano in coma e per noi era come essere al 40'. A Napoli ha fatto un altro capolavoro".
Infine sul Mondiale 2010: "Comunque bello: giocare per l'Italia è meraviglioso. Fui titolare in tutte le partite. Purtroppo non c'era stato ricambio generazionale. Nel 2006 c'erano 18 campioni e gli altri erano bravi giocatori. Nel 2010 c'erano 18 bravi giocatori e gli altri erano campioni nella fase finale della carriera".
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